Attualità - 19 maggio 2026, 14:09

Se le suonano ma solo in cucina: il successo del Ruchè va oltre la rissa

Dopo le tensioni della festa tra due produttori, cinque ristoratori del territorio firmano una nota tra ironia e orgoglio: "Tra noi nessun litigio, ma forse il prossimo anno..."

I ristoranti alla festa del Ruchè

 L’Osteria del macellaio, la Locanda Sovino, il ristorante Miraja, l’Antico ricetto e la gastronomia Raviola galante: sono questi i cinque nomi della ristorazione monferrina che, anziché farsi concorrenza, hanno scelto la via del gioco di squadra per decretare il successo gastronomico dell'ultima Festa del Ruchè. E che oggi, di fronte alla cronaca che racconta di due produttori locali venuti pesantemente alle mani sabato sera nel pieno della manifestazione, hanno deciso di rispondere con l'arma migliore: l'ironia.

"Tra noi ristoratori nessuna rissa… alla festa del Ruchè ma magari il prossimo anno", esordiscono goliardicamente i titolari dei cinque locali in una nota congiunta diffusa oggi per smorzare le polemiche.

 "Si scherza ovviamente, perché siamo davvero contenti e orgogliosi di come abbiamo lavorato insieme per questa bellissima Festa del Ruché".

Un episodio di nervosismo isolato ha rischiato di oscurare il grande successo di pubblico del fine settimana, ma la reazione del comparto culinario ha rimesso al centro il vero spirito dell'evento. Per la prima volta in assoluto nel Monferrato, queste cinque diverse realtà della zona hanno unito le forze per cucinare fianco a fianco durante tutta la durata della kermesse, gestendo con successo un flusso continuo di visitatori tra pranzi e cene.

Nonostante le differenti identità e proposte, i ristoratori hanno dimostrato "la stessa voglia di lavorare bene, fare squadra e valorizzare il territorio attraverso il cibo e il Ruchè". Un esperimento riuscito che si candida a diventare un modello replicabile.

A farsi portavoce dell'entusiasmo di tutti è il macellaio Paolo Lucariello (noto anche per alcuni video pro ristoratori nel periodo Covid), che traccia un bilancio estremamente positivo dell'iniziativa: "È stata una bellissima esperienza — racconta — intensa, impegnativa ma davvero soddisfacente. Vedere così tanta partecipazione e collaborazione ci rende orgogliosi. Speriamo sia solo la prima di tante altre edizioni vissute così".

Mentre i pettegolezzi si concentrano sulle tensioni tra i produttori, la ristorazione locale ha scelto la via della maturità, dimostrando che l'unione del territorio e il rilancio del brand Monferrato passano soprattutto attraverso la condivisione e un pizzico di sano spirito piemontese.