Economia e lavoro - 20 maggio 2026, 11:00

“Disservizi perfetti”, la denuncia dei sindacati: “Poste Italiane scarica i tagli su anziani e lavoratori”

I sindacati puntano il dito contro l'insufficienza di risorse per il Servizio Universale e la recente riorganizzazione aziendale. A pagare il prezzo più alto, secondo le sigle, sono i pensionati, i soggetti fragili e gli stessi lavoratori

Patrizia Bartolin

Slc Cgil e Spi Cgil denunciano le gravi criticità del Servizio Universale nell’Astigiano: bollette recapitate già scadute, comunicazioni INPS mai consegnate e la rivista LiberEtà ormai nel caos. Un mix esplosivo tra risorse ferme da anni e la riorganizzazione del recapito.

Risorse bloccate e corsa al risparmio

I sindacati si dicono “costretti a denunciare” una situazione diventata insostenibile. Le risorse destinate al finanziamento del Servizio Universale sono ferme da anni e non risultano più proporzionali ai livelli di servizio richiesti. Questa condizione ha innescato da parte di Poste Italiane una corsa al risparmio e al taglio dei costi che sta provocando “parecchi disservizi verso gli anziani, le persone più fragili”, ossia i soggetti che più di tutti dipendono dalla posta fisica per ricevere comunicazioni essenziali.

Bollette scadute e rivista LiberEtà nel caos

Un esempio concreto riguarda la rivista LiberEtà, la cui consegna con il nuovo contratto di programma è passata da tre a cinque giorni. Il giornalino, a cui sono abbonati numerosi pensionati della provincia, arriva ormai in ritardo e in alcuni casi non viene proprio recapitato. Ancora più grave è la situazione delle bollette, che giungono ai destinatari quando sono già scadute da giorni, e delle comunicazioni INPS che arrivano in ritardo o non arrivano affatto. Il risultato si traduce in more sulle utenze, mancati avvisi di visita medica ed esenzioni ticket che si perdono. Come sottolineano i sindacati, “un pensionato con 600-800€ al mese non può permettersi 10€ di mora, o dover fare diversi Km per andare all’INPS a recuperare le comunicazioni”.

La riorganizzazione e il peso sui portalettere

L’impoverimento del servizio pubblico universale non è l’unica causa dei disservizi. Da tempo la SLC CGIL punta il dito anche contro la riorganizzazione dell’intero settore, sottoscritta da quattro organizzazioni sindacali firmatarie del vigente CCNL. Nel territorio di Asti questa riorganizzazione ha portato al taglio di 21 zone portalettere per istituire 42 zone Corriere. In provincia sono state tagliate ulteriori 4 zone portalettere a Canelli e altre 4 zone a Villafranca d’Asti. Il risultato è un aumento dei carichi di lavoro e dello stress per il personale in servizio, con zone diventate talmente estese che per i portalettere è diventato impossibile completare la consegna all’interno dell’orario di lavoro. La conseguenza è che molta corrispondenza viene riportata indietro e resta giacente: “all’interno dei centri sotto i banchetti di parecchie zone c’è parecchia corrispondenza giacente”.

Un “mix perfetto” che colpisce i più fragili

La denuncia che i sindacati intendono portare all’attenzione della collettività è che la riorganizzazione decisa a livello nazionale e le modifiche alla legge di Bilancio che hanno introdotto variazioni al Servizio Universale hanno creato quello che definiscono “un mix perfetto di disservizi”. A pagarne le conseguenze sono le persone più fragili e i lavoratori del settore, con effetti a volte poco piacevoli: “spesso sentiamo dire che ‘è il postino che non ha voglia di lavorare’, mentre la realtà è che il portalettere non ha la possibilità di svolgere diligentemente il proprio incarico”.


 

Redazione