Sarà fra’ Enzo Bianchi l’ospite d’eccezione della chiusura dell’anno accademico dell’aula di Calamandrana dell’Unitrè Nizza-Canelli. L’appuntamento è fissato per venerdì 29 maggio alle 16 nella Biblioteca comunale, in un incontro aperto a tutti.
Un legame forte con la terra d’origine
Bianchi, 83 anni, nato a Castelboglione, è sempre rimasto profondamente legato alla sua terra. Dopo gli anni da priore di Bose, oggi guida la Casa della Madia, comunità monastica da lui fondata nelle campagne tra Albiano d’Ivrea e Ivrea. Nonostante l’attività intensa e continuativa, negli ultimi tempi si sposta più raramente per conferenze e incontri, ma ha accolto con gioia l’invito arrivato da Calamandrana.
La sua presenza assume un significato particolare proprio per il radicamento nel territorio astigiano e per la lunga storia di riflessione spirituale e culturale che accompagna il suo percorso. L’incontro si inserisce così come un momento di dialogo e ascolto, nel solco di un rapporto mai interrotto con le proprie origini.
La riflessione sulla vecchiaia
Il tema scelto per la conferenza è di quelli che interrogano da vicino il tempo presente: “Aggiungere vita ai giorni, non giorni alla vita”. Una frase che racchiude il nucleo della riflessione proposta da Bianchi, chiamato a parlare di come vivere con sapienza la vecchiaia.
Autore di decine di libri e saggi, fra’ Enzo Bianchi offrirà una lettura meditata e concreta di una fase dell’esistenza che spesso viene raccontata soltanto in termini di limite, ma che può invece diventare stagione di pienezza, consapevolezza e misura. La scelta del tema conferma la volontà dell’Unitrè di proporre occasioni di confronto capaci di unire pensiero, esperienza e partecipazione.
L’incontro di venerdì 29 maggio rappresenta dunque il momento conclusivo dell’anno accademico dell’aula di Calamandrana, ma anche un’opportunità per la comunità locale di ritrovarsi attorno a una voce autorevole e molto amata. La formula dell’appuntamento, aperta a tutti, va nella direzione di una cultura condivisa e accessibile, in cui il sapere diventa occasione di incontro reale.