Vacanze Astigiane - 21 maggio 2026, 18:06

Vacanze Astigiane in tre borghi sulla Via del miele

Appena trascorsa la Giornata delle api, oggi invito a girare per l’Astigiano su un Dolce Itinerario tra Castelnuovo Don Bosco, Camerano Casasco e Castelnuovo Calcea

Foto di Lorenzo Lazzarato per la mostra fotografica MioAstigiano

Ieri, 20 maggio, si è celebrata la Giornata mondiale delle api, che oggi sono tema di puntata, nell'invito di continuare a festeggiare tra alcuni degli apicoltori della Via del miele Astigiano, uno dei miei "vettori turistici", tra i più riusciti, che a breve festeggerà i suoi primi cinque anni. Tema supportato dalle spettacolari immagini di Lorenzo Lazzarato sul magico mondo dell'apicoltura locale, uno dei ventiquattro soggetti della mostra fotografica "MioAstigiano. Mio, tuo, nostro", in scena fino al 28 giugno al Museo Diocesano di Asti.

Api e apicoltori, guarda un po’, sempre a ridosso di borghi e posti bellissimi, che propongo come itinerario di Vacanze. Dolce Itinerario che tocca Castelnuovo Don Bosco, Camerano Casasco e Castelnuovo Calcea. Tre borghi e tre mondi assai diversi, pur se a poche decine di chilometri uno dall’altro. Punto di forza sempre più evidente del nostro territorio, dove la varietà d’offerta non è certo un modo di dire.

Facciamo arriviate da nord, tipo Torino o Milano, il punto di partenza è Castelnuovo Don Bosco, ridente paese del Nord Astigiano, nella terra di vini e santi, ricco di testimonianze a celebrarne il più noto, Don Bosco, come la sua casa natale e l'imponente tempio a lui dedicato. Borgo dal centro storico scrigno di bellezze, con il territorio comunale impreziosito da diverse chiese romaniche e da una natura vivace e varia. Qui, le api da conoscere sono quelle dell’Apicoltura Bechis, in frazione Moriondo, che giusto lo scorso novembre ha inaugurato un nuovo punto vendita, più ampio e accogliente, capace di raccogliere l’ampia gamma di mieli, frutto d’ampia pratica del nomadismo, che caratterizza, da generazioni, i Bechis. In zona, non perdetevi la collina della lavanda di Cascina Gelosia. Sta iniziando il periodo della fioritura e il paesaggio si colora maestosamente di viola, l'aria si carica di fragranze antiche che riportano ai cassetti di nonna.

Seconda tappa, a solo venti chilometri, Camerano Casasco. Tra le due opzioni di via per raggiungere il “paese doppio”, due volte bello, nato, a fine ‘700, dall'unione di Camerano e di Casasco, suggerisco di scegliere quella che passa da Capriglio, Cortazzone e Soglio, per fermarsi a scoprire altra bellezza e varietà. Dalla sacralità del luogo di nascita della mamma di Don Bosco, il cui nome continua a trovare senso negli spettacolari formaggi dell’Azienda agricola Capre e Cavoli, si passa alla meraviglia della chiesa di San Secondo, a Cortazzone, apice del Romanico Astigiano, fino al castello di Soglio, sontuosa sede di ARIA, Spazio Espositivo d’arte contemporanea, fondato nel 2022 da Raffaele Iachetti. Arrivati a Camerano Casasco, assolutamente imperdibile la parrocchiale di San Lorenzo che custodisce al suo interno decorazioni seicentesche a stucco, fitte ed esuberanti, di bellezza unica. Lo spettacolo dell’abbondanza, tra santi, decorazioni floreali, eleganti cornici e girali in dialogo con schiere di angioletti. Un’opera importante che è unicum in Piemonte e non solo. Non distante dalla chiesa, l'imponente Palazzo Balbo, d'impianto seicentesco, sorto sulle fondamenta del castello di Camerano, distrutto dai francesi nel Cinquecento. Vi abitò Cesare Balbo, lì confinato tra il 1821 e il 1834, e per un po' anche l'amico Silvio Pellico. Non perdetevi infine la chiesa romanica di S. Bartolomeo, costruita su una piccola altura in località Rivo Croso, immersa nei boschi ondulati della Riserva Naturale di Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande. Posto di pace, profumi, luce ed emozioni, perfetto per predisporsi a farsi conquistare dai mieli biologici della Azienda agricola Polyagrinova, nata nel 2014 dalla passione di Paulin Takumbo Takam, detto Tak, giovane imprenditore di origine camerunese, fresco di laurea in Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino, convinto del ruolo focale che le api rivestono per il nostro ecosistema.

Per chiudere in bellezza, Castelnuovo Calcea, affascinante borgo del Sud Astigiano, carico di storia un po' ovunque, dai poderosi resti del castello, eretto nel 1154, distrutto e ricostruito più volte nei secoli successivi, alla parrocchiale di Santo Stefano. Costruita tra il 1681 ed il 1688, è un bell'esempio di barocco, ricco in interno di pregevoli opere che spaziano dal '500 al primo '800, tra cui due belle statue in legno dorato e dipinto. L'Educazione di Maria Vergine di Bonzanigo, e la seicentesca Madonna del Rosario. Poco fuori dal borgo, in direzione Mombercelli, il posto del miele, ottimo miele, speciale quello di tiglio, dell'Azienda agricola di Francesca Pavese. Miele da api abituate a sorridere, ben allevate e allenate dall’accogliente sorriso di Francesca.

Davide Palazzetti


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