Attualità - 23 maggio 2026, 09:39

Scontro sulla scuola, le associazioni replicano a Pozzolo e Vannacci

Dopo l'evento astigiano promosso da Futuro Nazionale, i movimenti arcobaleno e femministi rivendicano la pluralità dei modelli familiari e lanciano la parata di luglio

Un'immagine (ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin) del Pride 2024

Il dibattito pubblico si accende sui temi dell'istruzione, dei diritti e dei modelli familiari. Al centro della polemica c'è il recente convegno promosso  ad Asti da Futuro Nazionale, intitolato "Scuola, Famiglia e Futuro: giù le mani dai nostri figli", che ha visto la partecipazione del deputato Emanuele Pozzolo e un intervento in collegamento video del generale Roberto Vannacci. Un appuntamento che ha suscitato l'immediata e netta reazione delle associazioni Asti Pride e Non Una Di Meno Asti, firmatarie di una nota congiunta per contestare i contenuti emersi durante l'incontro.

Le due realtà territoriali hanno espresso la necessità di un intervento pubblico per contrastare quella che definiscono l'ennesima narrazione priva di basi concrete. "Riteniamo necessario intervenire di fronte all'utilizzo di slogan costruiti attorno alla cosiddetta ideologia gender, un'espressione priva di qualsiasi fondamento scientifico e pedagogico", spiegano i rappresentanti di Asti Pride e Non Una Di Meno, sottolineando come tali argomentazioni vengano impiegate da anni "per alimentare paure, polarizzazione e ostilità verso le persone LGBTQIA+, le famiglie arcobaleno e ogni percorso educativo fondato sul rispetto delle differenze".

Secondo la visione espressa dai movimenti, l'introduzione di tematiche legate all'inclusione nelle aule scolastiche non deve essere intesa come un tentativo di condizionamento, bensì come un dovere civico. "Parlare di inclusione, educazione al rispetto, prevenzione della violenza e contrasto alle discriminazioni non significa indottrinare le giovani generazioni, ma fornire strumenti culturali ed educativi indispensabili per costruire relazioni sane", precisano le associazioni. In un contesto nazionale segnato da costanti episodi di cronaca legati a discriminazioni e violenza di genere, la richiesta è quella di una svolta culturale laica e strutturata. "Sostenere la necessità di una educazione sessuale e affettiva scientificamente fondata dovrebbe rappresentare un punto minimo di civiltà democratica, non un terreno di propaganda ideologica", ribattono con fermezza.

Un altro punto di forte attrito riguarda la definizione dei nuclei familiari. Le associazioni contestano la centralità della cosiddetta "famiglia naturale", ritenendola una formula che esclude la realtà sociale odierna. "Questa espressione sottintende l'esistenza di famiglie considerate meno legittime di altre", denunciano i portavoce dei due movimenti, ricordando che "le famiglie esistono nella realtà sociale prima ancora che nel dibattito politico: esistono famiglie omogenitoriali, ricostituite, monoparentali, e tutte meritano pari dignità, rispetto e tutela".

La critica si sposta poi sul piano della legittimità politica e morale dei protagonisti del convegno, con un riferimento esplicito alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il deputato Emanuele Pozzolo, recentemente condannato in primo grado a 15 mesi per porto abusivo d'arma in seguito al ben noto episodio avvenuto nela notte di Capodanno 2024 e che coinvolse anche l'ex sottosegretario Andrea Delmastro. "È quantomeno paradossale che all'interno dell'area politica che oggi pretende di impartire lezioni pubbliche sull'educazione trovi spazio anche chi è stato condannato per porto abusivo d'arma", attaccano le associazioni, ponendo un interrogativo sulla coerenza dei messaggi trasmessi: "Con quale credibilità si pretende di parlare di educazione, responsabilità e tutela dei giovani, quando il messaggio pubblico che arriva è esattamente l'opposto?".

La nota si chiude con la riaffermazione dell'impegno sul territorio e con il rilancio delle prossime iniziative pubbliche. L'appuntamento principale è fissato per l'11 luglio 2026, data in cui le strade cittadine ospiteranno la nuova edizione dell'Asti Pride, quest'anno incentrata sullo slogan "Diritti alla felicità". Le associazioni concludono ribadendo la propria posizione: "Noi continueremo a stare dalla parte dell'inclusione, della conoscenza, della libertà e dei diritti, perché non può esistere felicità senza rispetto, autodeterminazione e piena dignità per tutte le persone".

Redazione