Solidarietà - 23 maggio 2026, 14:01

Libera Asti rilancia l'intitolazione di uno spazio cittadino a don Puglisi

La grande partecipazione a un evento dedicato al sacerdote vittima di mafia spinge l'associazione a chiedere un impegno duraturo

Don Pino Puglisi

Il messaggio di Pino Puglisi continua a generare frutti e a unire le comunità, superando i confini geografici della Sicilia per trovare terreno fertile anche in Piemonte. A fronte della straordinaria partecipazione registrata lo scorso 12 maggio ad Asti durante l'evento "Semi di giustizia", il coordinamento locale di Libera ha deciso di riattivare un percorso istituzionale importante: richiedere formalmente al Comune l'intitolazione di uno spazio pubblico alla memoria del parroco di Brancaccio, assassinato da Cosa nostra a Palermo nel 1993.

L'iniziativa della scorsa settimana ha visto la Collegiata di San Secondo riempirsi di cittadini, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo educativo e numerose associazioni del territorio. Una presenza trasversale e numerosa che, secondo i promotori, non può esaurirsi in una singola, seppur riuscita, ricorrenza. La figura del sacerdote, capace di fondere il messaggio evangelico con un profondo impegno civico, è ormai parte integrante della sensibilità della cittadinanza astigiana.

Nei primi anni Novanta, l'azione pastorale di don Puglisi si era concentrata sulla prossimità e sull'inclusione sociale all'interno di un quartiere ad altissima densità criminale. Il suo lavoro quotidiano, orientato soprattutto a offrire alternative di vita ai più giovani, era riuscito a togliere linfa e consenso sociale alla mafia, scardinando i meccanismi di reclutamento dei clan.

Proprio partendo da questo esempio, Libera Asti ha espresso la necessità di un passo formale da parte della municipalità: "Riteniamo opportuno e doveroso rilanciare la proposta dell’intitolazione di un luogo pubblico di Asti al parroco di Brancaccio", spiegano dall'associazione, specificando che l'atto non deve configurarsi come un semplice formalismo. "Non si tratta solo di un gesto simbolico, ma di un segno concreto di memoria, legalità e responsabilità civile", conclude il coordinamento.

L'obiettivo della proposta è duplice. Da un lato, si vuole riconoscere ufficialmente il valore di un sacrificio umano e civile; dall'altro, si intende consegnare alla cittadinanza, e in particolare alle nuove generazioni, un promemoria quotidiano visibile nello stradario cittadino. Un monito costante che richiami al coraggio individuale e alla necessità di costruire argini collettivi contro la corruzione e l'illegalità organizzata.

Redazione