Attualità - 25 maggio 2026, 08:44

Asti "a tre velocità" nella classifica del benessere generazionale del Sole 24 Ore

La provincia si distingue nelle opportunità per i giovani, ma sconta forti ritardi nell'assistenza sanitaria di bambini e anziani

Immagine generata mediante software di intelligenza artificiale

Tra le numerose indagini che 'tastano il polso' del Paese, da alcuni anni il quotidiano economico Il Sole 24 Ore ha introdotto anche quella finalizzata a valutare l'impatto dei servizi e delle condizioni di vita su specifiche fasce di popolazione: bambini, giovani ed anziani.

Il report più recente, fotografa un quadro nazionale caratterizzato da profonde differenze territoriali. A livello complessivo, la provincia di Firenze si attesta come la realtà ideale per la crescita dei bambini, mentre Bolzano conquista il primato per le opportunità offerte alla popolazione giovanile. Per quanto riguarda la terza età, è invece la provincia di Trieste a guidare la classifica generale del benessere degli anziani. 

All'interno di questo scenario complessivo, la provincia di Asti mostra un andamento diversificato e a più velocità, alternando eccellenze significative a forti ritardi strutturali. Il territorio astigiano ottiene il suo risultato più brillante nella graduatoria dedicata ai giovani, posizionandosi al 30° posto nazionale con un punteggio di 522. Si riscontra invece una situazione intermedia per quanto riguarda la qualità della vita degli anziani, che vede la provincia collocarsi al 53° posto con 394 punti. Il dato più preoccupante emerge invece nella classifica relativa ai bambini, dove il territorio scivola fino al 71° posto, totalizzando un punteggio di 397 e segnalando una carenza diffusa nei servizi di supporto per l'infanzia.

Buoni parametri in ambito giovanile

La performance positiva nella categoria giovanile è trainata da indicatori economici e sociali di rilievo. I giovani residenti esprimono un livello eccellente di soddisfazione per il proprio lavoro, indicatore che posiziona Asti al 4° posto nazionale con un valore di 8,3 su una scala da uno a dieci, ben al di sopra della media italiana ferma a 7,8. Questo riscontro si riflette in un mercato occupazionale favorevole, dove la disoccupazione giovanile si attesta al 6,2 per cento, quasi la metà rispetto alla media nazionale dell'11,7 per cento. La provincia dimostra inoltre una buona capacità di inclusione e di attivazione, collocandosi al 10° posto per la bassa percentuale di giovani che non lavorano e non studiano, stabilizzata all'8,4 per cento contro una media nazionale del 14,9 per cento. Sul piano demografico e sociale, il territorio fa registrare un ottimo quoziente di nuzialità che vale il 4° posto in Italia con 3,7 matrimoni celebrati ogni mille abitanti. Anche la sicurezza stradale mostra riscontri positivi, dato che il valore percentuale relativo agli incidenti stradali notturni con lesioni a persone, registrati tra le 22 e le 6, è pari a zero, posizionando la provincia al 14° posto della classifica nazionale.

Le ombre sull'infanzia per la carenza di specialisti

Se la situazione dei giovani appare complessivamente rosea, la tutela e i servizi per i più piccoli evidenziano forti criticità. Il posizionamento negativo della provincia risente in modo determinante della drammatica carenza di pediatri attivi sul territorio. Asti si colloca infatti al 107° posto della classifica, registrando appena 1,2 professionisti ogni mille residenti tra zero e quattordici anni, a fronte di una media nazionale di 2,2. A questo quadro si aggiunge una ridotta spesa sociale per famiglie e minori da parte degli enti locali, che si ferma a 229,9 euro per abitante rispetto ai 373,4 euro della media italiana. Nonostante queste carenze assistenziali, l'infanzia ad Asti può contare su alcuni fattori strutturali positivi. Il territorio si colloca al 7° posto per lo spazio abitativo, offrendo una media di 98,3 metri quadrati per nucleo familiare, e al 10° posto per la disponibilità di verde attrezzato, con 80,7 metri quadrati per bambino nel comune capoluogo. Nota di merito va anche agli edifici scolastici con la mensa, presenti nel 60,6 per cento dei casi contro una media nazionale del 38,7 per cento, che garantiscono una buona copertura logistica per le famiglie, così come i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza per l'istruzione, stabili sopra la media con 2.671,9 euro per ciascun minore under diciotto.
 

La situazione della terza età tra luci e ombre

La popolazione anziana astigiana vive in un contesto ambivalente. La provincia conquista un clamoroso 1° posto assoluto in Italia per i posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali, con ben 65,6 posti disponibili ogni mille residenti con più di sessantacinque anni, un valore quasi quattro volte superiore alla media nazionale di 19,0. Ottimi risultati si registrano anche per l'offerta culturale e di aggregazione, grazie al buon posizionamento delle biblioteche e alla presenza di orti urbani, che promuovono l'inclusione attiva dei pensionati. La salute psicologica appare tutelata, come dimostra il bassissimo consumo di farmaci per depressione, indicatore che vede Asti al 9° posto nazionale. Di contro, emergono forti criticità nell'assistenza sanitaria ordinaria e nella pianificazione urbana. La provincia si trova al 106° posto per la presenza di medici specialisti e all'86° posto per la spesa pubblica destinata all'assistenza domiciliare. I residenti risentono inoltre della distanza dai servizi essenziali, con i servizi per la persona a 15 minuti relegati al 101° posto. Infine, si segnala un forte disagio legato alla vivibilità ambientale, testimoniato dall'alto numero di esposti per inquinamento acustico, parametro che vede la provincia scivolare al 101° posto nazionale con 38,1 segnalazioni ogni 100mila abitanti, a fronte di una media italiana di 14,6.