Le recenti discussioni sulla TARI ad Asti offrono l’occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadini, fiscalità locale e qualità dei servizi pubblici. A lanciare la proposta è Franco Ingrasci, commissario provinciale dell’UDC, che in una nota invita a superare la sterile contrapposizione sulla tariffa per concentrarsi su trasparenza, partecipazione e responsabilità condivisa.
“Non si tratta solo del livello della tariffa – spiega Ingrasci – ma della capacità del sistema di garantire equità, chiarezza e risultati concreti sul territorio”. Accanto ai costi strutturali elevati del servizio di gestione dei rifiuti, permangono infatti criticità legate alla percezione di equità e alla comprensibilità del sistema. La determinazione della TARI, ricorda il commissario UDC, è un processo complesso, influenzato anche dalle modalità di affidamento del servizio e dagli esiti delle gare, che possono incidere in modo rilevante sui costi complessivi.
Colmare la distanza tra risorse versate e servizi percepiti
Molti cittadini faticano a cogliere il legame diretto tra le risorse versate e la qualità dei servizi ricevuti. “Colmare questa distanza è una priorità per rafforzare la fiducia nelle istituzioni”, sottolinea la nota. Allo stesso tempo, non si può ignorare come comportamenti incivili, come l’abbandono dei rifiuti, continuino a generare costi aggiuntivi e a compromettere il decoro della città: responsabilità pubblica e responsabilità individuale devono procedere insieme.
La TARI, per sua natura, è una delle entrate comunali più direttamente percepite. Per questo, secondo Ingrasci, serve un cambio di passo: i cittadini devono poter capire con chiarezza come vengono utilizzate le risorse e quali risultati producono.
Bilancio partecipativo ed esperienze già consolidate
La strada indicata è quella di aprire con decisione a strumenti di partecipazione, a partire dal bilancio partecipativo sui servizi urbani e ambientali. Destinare una quota delle risorse a progetti scelti direttamente dai cittadini, spiega la nota, rende le scelte più condivise, più efficaci e più controllabili. A questo si può affiancare una riflessione più ampia su forme di partecipazione collegate ad altre entrate comunali, coinvolgendo i cittadini nella definizione delle priorità di investimento anche su risorse di bilancio generale e su interventi strategici per la città.
Esperienze già consolidate in città come Bologna, Milano e Torino dimostrano che questa strada è non solo praticabile, ma utile per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche. Alcune priorità sono facilmente identificabili: decoro urbano, manutenzione, raccolta differenziata, isole ecologiche, sostenibilità ambientale. Interventi concreti che incidono direttamente sulla qualità della vita.
“Le discussioni in corso non possono esaurirsi in una contrapposizione sterile. Serve una scelta politica chiara: più trasparenza, più partecipazione e più responsabilità condivisa. Solo così è possibile ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e garantire servizi all’altezza della città che Asti merita”, conclude Franco Ingrasci.