Al Direttore - 28 maggio 2026, 07:01

Fondazione CrAsti, il Pd alza il livello dello scontro: “Perché cambiare le regole?”

Ferlisi e Accossato contestano l’ipotesi di allungare il mandato del presidente: “Asti ha bisogno di istituzioni aperte, credibili e trasparenti”

Si riapre il fronte politico attorno alla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Il Partito Democratico interviene con un comunicato firmato da Maria Ferlisi, capogruppo Pd in consiglio comunale, ed Elena Accossato, segretaria provinciale, per contestare la possibile modifica della durata del mandato del presidente della Fondazione da quattro a sei anni.

“Perché cambiare le regole?”, è la domanda posta apertamente dalle due esponenti democratiche, che leggono l’ipotesi come un passaggio delicato in un momento già segnato da un forte dibattito sulla governance degli enti legati al territorio. Per il Pd, infatti, non sarebbe opportuno intervenire proprio ora su tempi ed equilibri della Fondazione, soprattutto quando si parla di incarichi e assetti di potere in un organismo considerato strategico per la città.

Il nodo politico

Nel comunicato, Ferlisi e Accossato sottolineano che il possibile prolungamento del mandato di Livio Negro alla guida della Fondazione alimenta ulteriormente la preoccupazione per una concentrazione del potere in poche mani. “Dopo la nomina del sindaco Maurizio Rasero ai vertici della Banca di Asti, il possibile prolungamento del mandato di Livio Negro alla guida della Fondazione rafforza nel Partito Democratico la preoccupazione per una gestione del potere sempre più concentrata nelle mani di pochi”, scrivono.

Secondo le due firmatarie, la Fondazione CrAsti rappresenta una parte fondamentale della storia e delle risorse del territorio astigiano e deve restare al riparo da forzature che rischiano di far nascere nei cittadini il sospetto che norme e procedure vengano adattate a interessi particolari o agli equilibri del momento.

Trasparenza e ricambio

Il cuore della critica riguarda i principi che dovrebbero reggere la vita degli enti: trasparenza, ricambio, equilibrio e credibilità. “Le Fondazioni bancarie non appartengono a maggioranze politiche o gruppi di potere, ma all’intera comunità”, affermano Ferlisi e Accossato, rimarcando il carattere pubblico, pur nella sua natura istituzionale, della funzione svolta dalla Fondazione.

Da qui il rilancio della richiesta, già avanzata in precedenza dal consigliere Michele Miravalle, di dimissioni di Rasero dal proprio ruolo istituzionale. “Non è accettabile guidare il Comune mentre si prende parte a operazioni finanziarie e nomine così rilevanti per il futuro della città e delle istituzioni”, sostengono le esponenti Pd.

Nelle conclusioni del comunicato, il Partito Democratico avverte del rischio di trasformare organismi che dovrebbero appartenere alla comunità in spazi chiusi e autoreferenziali. “Asti ha bisogno di istituzioni aperte, credibili e trasparenti, non di logiche orientate alla conservazione del potere”, scrivono Ferlisi e Accossato, ribadendo che il Pd continuerà a battersi per una gestione degli enti strategici del territorio fondata su responsabilità pubblica, chiarezza e rispetto delle regole.

Al direttore


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