La situazione all’interno della Casa di Reclusione di Asti è tornata al centro dell’attenzione delle organizzazioni sindacali, che hanno inviato una lettera al Provveditore per rappresentare “il forte stato di disagio che, ormai da tempo, interessa il personale di Polizia Penitenziaria” in servizio nell’istituto. A firmare la richiesta di incontro urgente sono le Segreterie Sindacali di SAPPE, OSAPP e UIL PA Polizia Penitenziaria, tramite i rappresentanti Santilli, Romano e Napoli.
Il segnale del 27 maggio: dodici assenze in un solo giorno
A destare particolare preoccupazione è il dato registrato nella giornata di mercoledì 27 maggio, quando si sono contate ben 12 unità di Polizia Penitenziaria assenti dal servizio. Un numero che le organizzazioni sindacali definiscono “un segnale inequivocabile di un malessere diffuso che non può e non deve essere sottovalutato”. La lettera sottolinea come la situazione appaia “particolarmente delicata sotto il profilo delle relazioni interpersonali e del clima lavorativo complessivo, elementi che stanno determinando un crescente stato di tensione e un’evidente assenza di serenità tra il personale”.
L’istituto e il regime di Alta Sicurezza
La Casa di Reclusione di Asti ospita attualmente circa trecento detenuti sottoposti al regime di Alta Sicurezza, una condizione che rende il contesto operativo già di per sé complesso e che, secondo i sindacati, richiede interventi immediati per “ristabilire condizioni di equilibrio, serenità operativa e tutela del personale”. Le scriventi ritengono “indispensabile comprendere con urgenza le cause che stanno determinando tale situazione”, così come appare “non più rinviabile l’adozione di interventi concreti e tempestivi”.
La richiesta è quella di un incontro congiunto con assoluta urgenza, affinché si possa affrontare la problematica “in maniera seria, responsabile e costruttiva, prima che il perdurare dell’attuale contesto possa determinare conseguenze ulteriormente critiche sotto il profilo organizzativo e operativo”.
Le tre sigle confidano nell’attenzione e nella sensibilità istituzionale del Provveditore, in attesa di un riscontro che possa avviare un percorso di dialogo e soluzione per il personale in servizio in uno degli istituti penitenziari più delicati del territorio.