Tra i ventotto autori della mostra fotografica "MioAstigiano. Mio, tuo, nostro", appassionati di scatti e territorio della Polisportiva Cassa di Risparmio di Asti, ben tre hanno scelto come soggetti da riprendere alcune delle nostre antiche pievi e chiese. Inviti a scoprire il meglio dell'Astigiano, obiettivo dell'esposizione, che continua ad aspettarvi al Museo Diocesano di via Natta ad Asti, fino al 28 giugno, il venerdì pomeriggio, il sabato e la domenica mattina e pomeriggio.
Che il Romanico Astigiano sia stato il tema più gettonato non mi stupisce di certo. Nel ricercare emozioni da antiche pietre, impossibile non metterlo primo in lista. Pievi e chiese da ola, concentrate in un fazzoletto di terra a nord di Asti che proprio nel capoluogo trovano la ragione d’essere, quasi sempre sperdute su un colle, lontane dai centri abitati di riferimento. Eh, sì, tutta colpa, o grazie, alla strategia di sviluppo territoriale di Asti, nel suo periodo d’oro alto medioevale, che preferiva scippare cittadini al nobile di turno, supportandoli a costruire un nuovo borgo. Assai meno impegnativa e costosa dell’attività bellica e sempre foriera di positivi risultati, trovando nei signorotti depauperati di forza lavoro venditori accondiscendenti o nuovi alleati. Alla fine quello che restava del prima erano giusto le antiche chiese, spesso cimiteriali.
Oggi sono un patrimonio di bellezza con epicentro nella spettacolare abbondanza della Canonica di Vezzolano e vertici tra i borghi di Montiglio Monferrato, Cortazzone e Montechiaro d’Asti. Tre antiche strutture sacre che suggerisco di trasformare quanto prima in itinerario, approfittando della loro apertura certa nella prima domenica di ogni mese, fino ad ottobre.
Itinerario che potrebbe cominciare a Montiglio Monferrato per la pieve di San Lorenzo. Edificata attorno alla metà del XII secolo, è sontuosamente caratterizzata dal bicromatismo delle strutture murarie. Imperdibile l’interno per il florilegio di motivi tipici dell'iconografia sacra medievale che arricchisce i capitelli, tutti diversi tra loro. Qui il gioco è provare a comprenderne gli antichi significati, prima di farseli raccontare da moderne targhette e dai volontari che seguono l’apertura mensile.
A seguire, Cortazzone, per la chiesa di San Secondo che sorge sulla collina di Mongiglietto, a circa un chilometro dal borgo. La si scorge al fondo di un vasto spiazzo erboso, inserita con maestà nel paesaggio, al centro di una corona di verdi colline. Il suo esterno è un concentrato di antiche simbologie cristiane. Non manca la rappresentazione di scene erotiche con l'ostentazione di attributi sessuali, per sottolineare la bestialità del sesso, a vantaggio della vita spirituale. Contenti loro.
Non lontano, Montechiaro d’Asti e la chiesa dei Santi Nazario e Celso, maestosamente isolata su un piccolo colle, ad un paio di chilometri dal paese. Posto da favola che non disdegna convivere con qualche bovino di una vicina azienda agricola. Dopo averla visitata, fatevi anche un giro a Montechiaro, una delle tante ville nove. Tra le sue numerose testimonianze del passato, molto bella la torre civica, medioevale, detta il portone, da lì si passava per accedere al borgo sin dal 1200.