La Regione Piemonte mette sul piatto due milioni di euro per sostenere progetti di prevenzione della produzione dei rifiuti promossi dagli enti del Terzo settore non commerciali.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, ha approvato la scheda tecnica della misura dedicata, inserita nell’azione più ampia per la riduzione dei rifiuti e la promozione della simbiosi industriale.
Un intervento che punta a rafforzare il ruolo delle realtà sociali nella transizione verso un modello più circolare e sostenibile, valorizzando pratiche già diffuse sul territorio e incentivando nuove progettualità.
“Con la dotazione di due milioni di euro compiamo un passo decisivo verso un’economia più efficiente. Il Terzo settore è un alleato insostituibile: gli enti che non svolgono attività commerciale ma operano per il bene comune hanno ora strumenti concreti per diventare protagonisti del cambiamento”, sottolinea Marnati.
“Le risorse sono destinate a iniziative che uniscono sostenibilità ambientale e solidarietà sociale, puntando sul riuso, sulla riparazione e sulla gestione responsabile delle eccedenze alimentari. Recuperare cibo dalle mense e dal commercio per donarlo a chi vive in condizioni di povertà significa combattere lo spreco e sostenere le fasce più fragili. Ora lavoreremo all’apertura dei bandi: invito tutti gli enti interessati a cogliere questa opportunità”, aggiunge.
Chi può partecipare
La misura è rivolta agli enti iscritti al Registro del Terzo settore che non svolgono attività economica e non risultano iscritti al Repertorio economico amministrativo.
I progetti finanziabili
Ampio il ventaglio degli interventi sostenuti. Tra questi:
iniziative di riuso, come il recupero di libri scolastici e non
creazione di “biblioteche degli oggetti”, con prestito di beni invece dell’acquisto
ricondizionamento di computer portatili e dispositivi elettronici
attività di manutenzione e riparazione per prolungare la vita dei prodotti
Particolare attenzione è riservata alla riduzione dei rifiuti alimentari, attraverso la raccolta e redistribuzione delle eccedenze provenienti da attività commerciali, commercio ambulante e ristorazione collettiva.
Gli alimenti recuperati potranno essere destinati, anche dopo trasformazione, a persone in condizioni di povertà o marginalità.
Previsti anche interventi per migliorare strutture e logistica dedicate allo stoccaggio, oltre a iniziative per ridurre imballaggi e rifiuti non riciclabili durante mense, sagre ed eventi culturali e sportivi, con un focus sulla diminuzione dei prodotti monouso.
Come funzionano i contributi
Le risorse saranno erogate sotto forma di contributi a fondo perduto fino all’85 per cento dei costi ammissibili. I progetti dovranno avere un valore minimo di 30 mila euro, mentre il contributo massimo concedibile non potrà superare i 500 mila euro.
La copertura finanziaria deriva da fondi europei, statali e nazionali: il 40 per cento dal Fesr, il 42 per cento dallo Stato e il 18 per cento dal Fsc, su un arco temporale che va dal 2026 al 2028. A queste risorse si aggiungono fino a 182.150 euro per l’assistenza tecnica.
Con l’approvazione della delibera, la Regione potrà ora procedere con la pubblicazione dei bandi destinati agli enti del Terzo settore non commerciali.