Attualità - 09 giugno 2026, 16:51

Motori vs quiete: quella linea sottile tra indotto turistico e la tutela del territorio

Dalle polemiche di Castelletto Merli, ad un passo dall'Astigiano, al "fantasma di Valmanera", il difficile compromesso tra sport e comunità

Immagine d'archivio di un'auto impegnata in un evento rallistico

Il rombo dei motori, l’entusiasmo degli appassionati e i profumi della cucina locale si scontrano ancora una volta con il bisogno di quiete e di rispetto dei residenti. Succede a Castelletto Merli, un piccolo borgo dell'Alessandrino situato a pochissimi chilometri da Moncalvo, dove un evento automobilistico a scopo benefico è finito al centro di una accesa polemica locale.

La manifestazione "Motori e solidarietà Monferrato" è nata come un fine settimana all'insegna dello sport, della festa e della beneficenza. Oltre alle esibizioni dimostrative delle vetture lungo le strade del paese, l'iniziativa ha visto la partecipazione attiva dei volontari locali che hanno proposto specialità gastronomiche tradizionali, con l'importante promessa di devolvere i proventi a favore di opere benefiche.

Il caso di Castelletto Merli e la rabbia dei residenti

Nonostante i nobili intenti di solidarietà e la prospettiva di un significativo indotto turistico per l'area, la scelta del tracciato e la temporanea modifica alla viabilità hanno scatenato il malumore di una parte della cittadinanza. La protesta è nata spontaneamente ed è stata affidata ad alcuni cartelli scritti a mano, comparsi nelle vicinanze del camposanto del paese:"Complimenti a chi ha fatto del nostro cimitero una pista da rally", si legge sul primo foglio affisso sui muri esterni. Poco sotto, un secondo messaggio rincara la dose: "Castelletto Merli il paese che chiude il cimitero per farci un rally".

Le scritte puntano il dito contro la limitazione della mobilità dei residenti e, in particolare, contro l'accostamento tra un luogo sacro, che richiede silenzio e raccoglimento, e il rumore assordante dei motori da corsa. Se da un lato l'Amministrazione guidata dal sindaco Ivan Cassone e i sostenitori dell'evento difendono la manifestazione per la sua capacità di animare il paese e raccogliere fondi, dall'altro emerge il disagio di chi si è visto temporaneamente privato del libero accesso a un luogo di memoria e preghiera.

Dai motori di oggi alla storica disputa di Valmanera

La vicenda di Castelletto Merli riaccende anche nell'Astigiano un dibattito mai sopito: la convivenza tra lo sport motoristico e la tutela del territorio. Non si tratta infatti di un caso isolato, ma di una contrapposizione che ha radici profonde nella nostra provincia.

L'esempio più celebre e divisivo resta la storica e decennale battaglia legata al crossodromo di Valmanera. Per anni, quell'impianto sportivo immerso in un'area boschiva di grande pregio naturalistico ha diviso l'opinione pubblica in due fazioni inconciliabili. Da una parte si schieravano gli appassionati di motocross, desiderosi di difendere una pista storica e un punto di riferimento sportivo nazionale; dall'altra c'erano le associazioni ambientaliste e i residenti della zona, preoccupati per l'inquinamento acustico, l'impatto sulla fauna locale e la tutela ambientale di un sito protetto a livello europeo. Quella vicenda, conclusasi dopo una complessa serie di battaglie legali e ricorsi amministrativi che portarono alla definitiva chiusura dell'impianto, dimostra come l'equilibrio tra sport e rispetto del territorio sia da sempre estremamente fragile.

Oggi, fatte le dovute proporzioni, la piccola polemica di Castelletto Merli ci ripropone lo stesso identico dilemma. Gli eventi motoristici temporanei nei nostri piccoli borghi sono una risorsa da valorizzare per il turismo o rappresentano un disagio eccessivo per la comunità?

Vogliamo sapere anche il vostro punto di vista al riguardo: credete sia giusto limitare temporaneamente la mobilità e la quiete pubblica per sostenere eventi sportivi e di beneficenza, o ci sono confini invalicabili, come il rispetto dovuto alle aree adiacenti ai cimiteri?