Scuola | 09 giugno 2026, 09:00

YourFriends, una app per trasformare la generosità in rete di protezione

La startup sociale di Mauro Gavi combatte solitudine e insicurezza coinvolgendo anche gli studenti dell’Istituto Andriano

I ragazzi delle due classi coinvolte

I ragazzi delle due classi coinvolte

YourFriends è il nome di una piccola startup e, insieme, di un’idea forte: usare la tecnologia non per chiudere le persone dietro a uno schermo, ma per rimetterle in relazione, creando una rete di protezione intorno a chi è più fragile. A immaginarla è stato l’ingegner Mauro Gavi, una lunga carriera da manager in aziende multinazionali e, dopo la pensione, la scelta di mettere le sue competenze al servizio del non profit e della valutazione di impatto sociale.

Migliora la qualità della vita

La società è una Startup innovativa a vocazione sociale (SIAVS) e ha un obiettivo dichiarato: migliorare la qualità della vita di chi vive solo, di anziani e disabili, di chi attraversa periodi di vulnerabilità, contrastando solitudine e insicurezza con uno strumento semplice e gratuito. L’app, ancora in fase di sviluppo, permetterà a ogni persona di costruire una piccola rete di “friends” di fiducia – parenti, vicini, amici, colleghi – da attivare in caso di bisogno. Non si tratta di sostituire il 112 o i servizi sanitari, ma di dare ordine e continuità a ciò che spesso le comunità fanno già in modo informale: controllare se qualcuno è rientrato, capire perché non risponde, farsi vivi quando qualcosa non torna.

Per arrivare fin qui Gavi ha scelto una strada in controtendenza: nessun abbonamento per gli utenti, nessuna monetizzazione a breve, sviluppo dell’infrastruttura e costi iniziali coperti di tasca propria, con l’idea di cercare in futuro sovvenzioni e convenzioni con enti pubblici e privati sensibili al tema della fragilità sociale. È una startup che nasce “dal basso”, più vicina ai mondi del volontariato e del welfare di comunità che alle classiche logiche delle app da scaricare sullo store.

Coinvolto il mondo della scuola

Uno degli elementi più interessanti del progetto è il coinvolgimento della scuola. Nell’anno scolastico 2025-2026 due quinte dell’Istituto Andriano di Castelnuovo Don Bosco hanno lavorato a stretto contatto con YourFriends. La 5AS, indirizzo socio-sanitario, ha svolto un lavoro di ricerca sul campo tra anziani e persone con disabilità, raccogliendo testimonianze sul vissuto della solitudine, sul bisogno di sentirsi al sicuro in casa e fuori, sulle paure legate all’età e alla salute. La 5AI, indirizzo informatico, ha preso quei materiali e li ha trasformati in struttura tecnica: interfacce, funzioni, codice, restyling dell’immagine coordinata e aggiornamento del sito. Ne è nato un percorso educativo che ha messo insieme ascolto delle fragilità e competenze digitali, mostrando ai ragazzi come il loro lavoro possa avere un impatto diretto sulla vita di altre persone.[query]

Accanto al mondo della scuola, YourFriends ha trovato alleati anche in ambito scientifico e sociale. Il progetto gode del patrocinio dell’Human Generosity Project, programma di ricerca internazionale legato alla Rutgers University che studia da anni il ruolo della generosità nelle comunità umane, ed è parte dell’ecosistema Torino Social Impact, che riunisce imprese e organizzazioni impegnate nell’innovazione sociale in Piemonte. A supporto c’è anche la collaborazione con 180 Degrees Consulting, rete universitaria che offre consulenza pro bono a realtà del terzo settore.

Rilascio entro fine 2026

Sul piano tecnico l’app è in pieno sviluppo e il rilascio è previsto entro la fine del 2026. Sul sito ufficiale è già possibile farsi un’idea della filosofia che sta dietro alla piattaforma e dei primi scenari di utilizzo. L’orizzonte, nelle intenzioni del fondatore, è semplice e ambizioso allo stesso tempo: far sì che quella parola “friends”, spesso usata a sproposito nei social, torni a significare una cosa concreta, fatta di persone che si tengono d’occhio a vicenda, si chiamano, si cercano, si aiutano.

https://www.yourfriends.net

Betty Martinelli

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
Requisiti richiesti? Bisogna lasciarsi andare. Più che farti intervistare, ti devi guardare dentro. Senza aver paura di raccontarmi ciò che ci troverai...

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