Oggi, mercoledì 10 giugno, nelle scuole del Piemonte suona l'ultima campanella dell'anno scolastico 2025/2026. Dai banchi delle materne alle aule delle superiori, è il giorno che studenti, genitori e insegnanti attendono da settembre: la fine ufficiale delle lezioni.
La regione si allinea così a un gruppo di territori — tra cui Toscana, Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Trento — che chiudono proprio oggi, mentre altre come Campania, Veneto ed Emilia-Romagna avevano già abbassato le serrande dal 6 giugno scorso.
I numeri della scuola piemontese
L'anno scolastico che si chiude oggi ha visto le aule del Piemonte ospitare numeri importanti, seppur in lieve flessione rispetto al passato per via del calo demografico che da anni interessa il Paese. Nell'anno scolastico 2024/2025 le scuole statali piemontesi contavano 493.904 alunni, distribuiti in 25.382 classi. Un sistema scolastico di grande peso, pari al 7% del totale nazionale.
Il trend, però, segnala una contrazione: per l'anno scolastico 2025/2026 — quello che si conclude oggi — il totale regionale è sceso a circa 485.830 alunni, con circa 250 sezioni in meno rispetto all'anno precedente e una media di 20,6 studenti per classe. Un dato che, letto in positivo, si traduce in classi mediamente più piccole e quindi in maggiori opportunità di didattica personalizzata; letto sul fronte organizzativo, ha comportato anche una riduzione di 333 cattedre di ruolo.
Asti e la sua provincia: una realtà scolastica radicata
Nella provincia di Asti — che conta circa 207mila abitanti distribuiti su 118 comuni — la rete scolastica è capillare e articolata. Sul territorio provinciale sono presenti 279 istituti tra pubblici e privati di ogni ordine e grado, dai 17 istituti comprensivi che tengono insieme infanzia, primaria e secondaria di primo grado, agli istituti superiori del capoluogo. Una rete che, giorno dopo giorno, assicura istruzione a decine di migliaia di bambini e ragazzi del Monferrato e delle Langhe astigiane.
Il calo demografico non risparmia nemmeno l'Astigiano, in linea con l'andamento regionale: la popolazione scolastica si sta progressivamente assottigliando, con conseguenze che le amministrazioni locali e gli uffici scolastici sono chiamati a gestire con attenzione per evitare la desertificazione scolastica nelle aree rurali più periferiche.
Per i maturandi non finisce: il 18 giugno si torna in aula
Per la grande maggioranza degli studenti oggi è davvero l'ultimo giorno: zaino in spalla, libro chiuso, estate aperta. Ma per oltre 1.200 maturandi astigiani la campanella di oggi suona in modo diverso. Non è una liberazione: è il via ufficiale al conto alla rovescia verso uno degli appuntamenti più importanti della vita scolastica.
Giovedì 18 giugno, alle ore 8.30, prenderà il via la prima prova scritta dell'Esame di Maturità 2026: il tema di italiano, identico per tutti gli indirizzi di studio in tutta Italia. Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, spazio alla seconda prova, quella di indirizzo — matematica per il liceo scientifico, latino per il classico, materie tecniche per gli istituti tecnici e professionali. I colloqui orali inizieranno a partire da lunedì 22 giugno, con calendari stabiliti da ciascuna commissione.
A livello nazionale, quest'anno saranno 527.607 i candidati all'esame di maturità, per un totale di 13.989 commissioni distribuite su oltre 27.000 classi. In Piemonte, secondo i dati dell'anno scorso — il confronto più recente disponibile — i candidati si erano attestati attorno a 33.284, ripartiti in 898 commissioni; numeri analoghi sono attesi anche per questa sessione 2026.
La riforma della Maturità: novità importanti per i ragazzi di quest'anno
I maturandi astigiani del 2026 affrontano un esame rinnovato nel nome e nella struttura. Il decreto-legge 127/2025 ha formalmente reintrodotto la denominazione di "Esame di Maturità" al posto di "Esame di Stato", riportando in vita una definizione che per molti genitori e nonni è ancora la più evocativa.
Ma le novità non sono solo simboliche. Il colloquio orale, fase spesso più temuta degli scritti, cambia volto: non più un'interrogazione a tappeto su tutte le materie del quinto anno, ma una prova strutturata attorno a quattro discipline scelte dal Ministero — di cui due coincidono con quelle delle prove scritte. Il colloquio si apre con una riflessione sul proprio percorso scolastico e sull'esperienza di alternanza scuola-lavoro (i PCTO), e comprende anche domande di Educazione Civica. Una novità assoluta è il rischio "scena muta": rifiutarsi di rispondere equivale alla bocciatura immediata, indipendentemente dai voti ottenuti negli scritti.
Cambia anche il sistema dei bonus: il punteggio integrativo massimo scende da 5 a 3 punti, ed è riservato solo a chi ha già raggiunto almeno 90 punti complessivi tra crediti scolastici e prove d'esame. La commissione è composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due interni — una struttura più snella rispetto al recente passato.
Il 4 giugno scorso il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato sul suo portale i nomi dei commissari esterni di tutte le 13.989 commissioni d'Italia, ultimo tassello prima dell'avvio ufficiale della macchina degli esami. I maturandi astigiani hanno già potuto consultare i nominativi online per farsi un'idea di chi li giudicherà il prossimo 18 giugno.
Dopo gli scritti, gli orali: l'estate che non è ancora estate
Per i ragazzi di quinta, la conclusione dell'anno scolastico ordinario è dunque solo una tappa intermedia. Dopo i due scritti del 18 e 19 giugno, la sessione degli orali si protrarrà presumibilmente fino alle prime settimane di luglio, con i quadri finali attesi tra metà e fine mese. Solo allora sarà davvero estate anche per loro.
Anche gli studenti di terza media non sono del tutto fuori dai giochi: devono ancora sostenere l'esame conclusivo del primo ciclo, che le singole scuole organizzeranno entro il 30 giugno, come previsto dal calendario ministeriale.
L'estate comincia: ma i libri restano vicini
Per il resto degli studenti — dalle elementari alle seconde superiori — oggi è il giorno della festa. Tre mesi di pause estive attendono bambini e ragazzi, prima del rientro tra i banchi fissato, per il Piemonte, a settembre 2026.
Per insegnanti e personale scolastico non coinvolti direttamente negli esami, l'impegno prosegue invece almeno fino al 30 giugno, con presenza richiesta nelle giornate delle prove scritte di maturità.
Il rito dell'ultima campanella è da sempre uguale a se stesso, e quest'anno non fa eccezione. Nelle piazze e nei cortili davanti alle scuole, puntuale come il sole di giugno, torna il momento dei gavettoni: secchi d'acqua, pistole ad acqua e palloncini colorati che trasformano studenti e — qualche volta — insegnanti in bersagli festosi.
Una tradizione che, tra schiamazzi e risate, segna il confine simbolico tra l'anno scolastico che finisce e l'estate che comincia.