La nona edizione del Festival Photo Martagny si terrà dal 13 giugno al 30 agosto 2026 a Martagny, in Normandia, nel cuore del Vexin normanno (Eure).
Martagny si trova vicino al villaggio di Giverny, dove c’è il celebre giardino di Monet, in una regione di campagna ancora autentica, nota per la sua tradizione enogastronomica e per i suoi villaggi ricchi di storia, alcuni dei quali insigniti del titolo di “più belli di Francia”.
Questa edizione proporrà undici mostre a ingresso gratuito, pensate per tutti i tipi di pubblico. Il festival riunirà fotografi dagli universi espressivi molto distanti tra loro, spaziando dalla fotografia documentaria alla ricerca plastica, fino a riflessioni sulla società, la natura e l’ambiente.

La particolarità di questo festival è la sua dimensione rurale: dal 2018 questo appuntamento trasforma ogni estate il borgo di Martagny in uno spazio espositivo a cielo aperto, dove le opere si inseriscono armoniosamente nel paesaggio, tra giardini, facciate, sentieri e scorci rurali.
A Martagny la fotografia si vive e si condivide, non solo nella sua enoteca gastronomica, conviviale luogo di incontro degli habitué del festival, ma da quest’anno anche durante le serate di conferenze e musica.
Tra i fotografi di fama internazionale sarà presente anche l’artista italo-peruviana Francesca Piqueras, nota in Italia per la sua retrospettiva a Palazzo Ducale di Massa.
Quest’anno il festival, interamente estivo (fino al 30 agosto), parteciperà ai festeggiamenti per il centenario della scomparsa di Claude Monet.

La manifestazione di omaggio, diffusa in tutta la regione della casa-giardino dell’artista, dove Monet fece deviare il corso dell’Epte e piantò le celebri ninfee, si articolerà in numerose performance artistiche.
Il festival di Martagny ospiterà infatti una performance fotografica partecipativa: un artista inviterà il pubblico a catturare, con la luce estiva, la natura normanna cara a Monet. Le immagini raccolte diventeranno poi materia viva per la creazione, in tempo reale, di un affresco all’interno della chiesa del borgo.
Poco prima di stabilirsi a Giverny, Monet compì un viaggio che gli rivelò le qualità della luce e i suoi riflessi fugaci come vero soggetto della sua arte. Un viaggio esotico, ma non così lontano dal nord della Francia: la Riviera di Ponente, a Bordighera Alta.
Un luogo spaesante e luminoso, con una luce invernale calda, giardini esotici e un crocevia di lingue europee frequentato da artisti e scrittori. Chi ha visitato la mostra del Grimaldi Forum di Monaco tre anni fa ricorderà le tele dei giardini Moreno di Bordighera, del ponte di Dolceacqua, ma anche le vedute di Montecarlo e Antibes.
Nei luoghi di questo festival di Martagny, fotografia di campagna e “en plein air”, si potranno ritrovare, sotto una luce diversa, estiva e nordica, come quella delle ninfee, le nuove tendenze della fotografia internazionale.

Protagonisti e progetti speciali
Tra i protagonisti della nona edizione figurano grandi nomi della fotografia internazionale e nuovi sguardi contemporanei:
- Jean Gaumy, figura di riferimento della fotografia documentaria francese, membro di Magnum Photos e dell’Académie des beaux-arts, presenta una serie immersiva dedicata alla vita dei pescatori, tra realismo e poesia;
- Francesca Piqueras, artista visiva italo-peruviana, sviluppa una ricerca sensibile tra fotografia e materia, esplorando la forza e la fragilità della natura in dialogo con l’uomo;
- David Těšínský, fotoreporter ceco impegnato, per la prima volta in Francia, utilizza la fotografia per smontare stereotipi e dare voce a realtà invisibili e subculture marginalizzate;
- Frank Deschandol, specialista di fotografia animale premiato al Wildlife Photographer of the Year, noto per le sue tecniche innovative sviluppate nel rispetto delle specie;
- Tateyuki Adachi, fotografo giapponese, documenta con approccio scientifico e poetico i leoni del Serengeti, tra rituali, relazioni familiari e fragilità;
- Vincent Binant, tra moda e ritratto, indaga le relazioni umane e la dimensione del tempo attraverso ricerca estetica e sfocature;
- Frédéric Grimaud, fotografo normanno e grande viaggiatore, racconta l’essenza più autentica dell’umano;
- Olivier Mühlhoff, artista e ingegnere-ricercatore, crea universi onirici al confine tra tecnica e intuizione.

L’edizione 2026 intreccia inoltre creazione contemporanea, memoria e inclusione attraverso progetti speciali:
- un omaggio a Monet con l’opera partecipativa dell’artista franco-brasiliano Daniel Nicolaevsky, una mostra sulla battaglia di Verdun in collaborazione con l’ECPAD, un progetto inclusivo con i giovani dell’IME di Montrôty, una capsule exhibition di Xavier Lambours e percorsi ludici all’aperto dedicati a famiglie e bambini.
Novità dell’anno, le “Soirées du festival”: incontri con gli artisti, conferenze, proiezioni open air, concerti e momenti conviviali accompagneranno il pubblico per tutta l’estate, trasformando Martagny in un laboratorio diffuso di fotografia e cultura.


















