Sanità - 14 giugno 2026, 12:25

La chirurgia vascolare del Massaia cambia volto con la "squadra X"

Sotto la guida di Alberto Pecchio un gruppo di giovani medici riscrive il futuro del reparto tra innovazione e collaborazione con Verduno

Il direttore della struttura complessa di Chirurgia Vascolare, Alberto Pecchio, con un gruppo di collaboratori e collaboratrici

La chirurgia vascolare all’ospedale di Asti sta vivendo una vera e propria rivoluzione, ridefinendo gli standard di un settore storicamente associato a una presenza prevalentemente maschile. Al centro di questo cambiamento c’è l’Equipe X, un team composto da dieci medici con un'età media di appena 38 anni, di cui ben sette sono donne. Guidata dal direttore della struttura complessa, Alberto Pecchio, la squadra sta dimostrando come la sanità locale possa competere con i grandi poli sanitari grazie a talento, innovazione e investimenti mirati sul territorio.

Il gruppo unisce professionisti come Ilaria Ambrogio, Federica Corrado, Antonella Laurito, Flavia Spalla, Valeria Tavolini, Alessandra Trevisan, Fabiana Zandrino, Andrea Cumino, Vittorio Pasta e Daniele Pennina. Tra di loro, la più giovane è la trentunenne Federica Corrado, originaria di Trapani, che ha scelto Asti dopo la specializzazione a Torino nell'ottobre 2024.

"Non conoscevo il territorio, ma me ne sono innamorata e ho convinto anche mio marito a trasferirsi", racconta la dottoressa, esprimendo grande entusiasmo per l'ambiente stimolante: "Pur essendo un ospedale di provincia, facciamo una gamma vastissima di interventi con un approccio innovativo e stimolante anche per la ricerca scientifica",

I numeri confermano l'alto livello di attività della struttura. Nel corso del 2025, l'equipe ha portato a termine 830 interventi, inclusi ben 181 casi d'urgenza caratterizzati da complessità tipiche dei grandi centri ospedalieri. Le operazioni spaziano dal trattamento delle arterie carotidi all'aorta toracica e addominale, fino ai vasi viscerali e alla chirurgia degli accessi vascolari per la dialisi. Grazie all'adozione di tecniche mini-invasive, il reparto riesce a ridurre sensibilmente il trauma chirurgico per i pazienti, migliorando i tempi di recupero e salvando arti che un tempo rischiavano l'amputazione.

La scelta del nome del team racchiude una precisa filosofia di lavoro e di crescita collettiva. "Per noi la X non indica un'incognita o dei supereroi, ma rappresenta una moltiplicazione", spiega Alberto Pecchio, sottolineando come la presenza femminile stia cambiando la percezione della specializzazione: "Questa squadra è composta prevalentemente da giovani professioniste che stanno riscrivendo l'immaginario della chirurgia vascolare. Asti dimostra che il talento non ha genere e che l’energia delle nuove generazioni può cambiare il passo di un intero reparto",

Un altro pilastro del successo della struttura è la cooperazione spontanea con l'ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno. Questa sinergia, nata dall'accordo tra le due direzioni generali, garantisce continuità assistenziale e rafforza la rete vascolare interprovinciale. Inoltre, l’attività ambulatoriale — che registra circa 11.200 prestazioni all'anno — beneficerà a breve dell'acquisto di strumentazioni eco-color-doppler di ultima generazione. Questo investimento tecnologico consentirà di aumentare gli esami diagnostici e accorciare sensibilmente i tempi di attesa.

La direzione strategica supporta con convinzione questa crescita. "Abbiamo autorizzato l’acquisizione di nuove tecnologie per permettere alla Chirurgia vascolare di affrontare interventi complessi in totale sicurezza", dichiara il direttore generale dell'Asl di Asti, Giovanni Gorgoni.

Un plauso al modello astigiano arriva anche dall'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, secondo cui questa realtà rappresenta un esempio virtuoso per tutto il territorio piemontese: "Questo reparto dimostra come la sanità pubblica cresca valorizzando i professionisti, facendo rete e offrendo prestazioni avanzate vicino a casa".

Redazione