Importante vittoria legale per una pensionata astigiana assistita dalla CISL di Asti. Il Tribunale di Asti ha infatti annullato un recupero crediti disposto dall’INPS, ritenuto infondato, e ha ordinato la restituzione delle somme già trattenute sulla pensione della donna.
La vicenda riguarda C.F., che si era rivolta alla CISL dopo aver subito, a partire dall’ottobre 2024, una decurtazione del proprio assegno pensionistico. L’INPS sosteneva che la pensionata dovesse restituire un’indennità di mobilità percepita circa dieci anni prima, ritenendo che avesse già ricevuto dalla propria azienda l’indennità sostitutiva del preavviso al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
Grazie all’assistenza della CISL e all’attività dell’avvocato Giovanni Vincenzo Denicolai, è stato però dimostrato che tali somme non erano mai state effettivamente corrisposte. La società presso cui lavorava la donna era infatti fallita prima di procedere al pagamento delle spettanze dovute.
Il Giudice Ivana Lo Bello ha accolto integralmente le argomentazioni della difesa, riconoscendo l’assenza di qualsiasi presupposto per il recupero delle somme da parte dell’Istituto previdenziale. Con la sentenza n. 213/2026 il Tribunale ha quindi dichiarato infondata la pretesa dell’INPS, condannando l’ente a rimborsare immediatamente quanto già trattenuto alla pensionata.
La decisione rappresenta un importante precedente a tutela dei lavoratori e dei pensionati, riaffermando il principio secondo cui le richieste di recupero da parte degli enti previdenziali devono essere fondate su accertamenti concreti e verifiche puntuali della situazione reale.
Per la CISL Asti, il risultato ottenuto conferma l’importanza dell’attività di assistenza e tutela svolta quotidianamente nei confronti dei cittadini che si trovano ad affrontare controversie con enti pubblici e istituzioni previdenziali.