La transizione digitale sembra non conoscere barriere anagrafiche, almeno per quanto riguarda i servizi postali e finanziari.
I dati diffusi da Poste Italiane raccontano infatti un fenomeno in costante crescita: nella provincia astigiana sono già 750 gli ultraottantenni che utilizzano regolarmente l'applicazione ufficiale del gruppo per smartphone e tablet.
Un segnale concreto di come le nuove tecnologie stiano diventando sempre più familiari anche per chi è tradizionalmente meno abituato a schermi e interfacce.
A guidare la classifica territoriale è la città di Asti, che conta ben 270 utilizzatori over 80. Seguono a distanza i principali centri della provincia: Villanova d'Asti con 39 utenti senior, Canelli con 37 e Nizza Monferrato con 32.
Allargando lo sguardo all'intera popolazione del territorio provinciale, senza distinzioni di età, gli account attivi sull'app "P" di Poste Italiane raggiungono complessivamente l'importante quota di 45mila.
Tutti i servizi in un'unica piattaforma
Lo strumento digitale messo a disposizione dall'azienda funziona come un vero e proprio sportello tascabile. L'interfaccia permette di gestire in totale autonomia e sicurezza un'ampia gamma di operazioni: dalla prenotazione di un appuntamento negli uffici fisici alla gestione del conto corrente BancoPosta, passando per il tracciamento delle spedizioni, il controllo delle bollette di casa e i pagamenti di tutti i giorni.
I numeri nazionali confermano il successo della piattaforma, che risulta essere la prima in Italia tra le applicazioni gratuite scaricabili sia su Apple Store sia su Google Play.
PL'infrastruttura vanta oltre 17 milioni di utenti attivi, con più di quattro milioni di accessi quotidiani. Anche a livello regionale i dati sono significativi: il Piemonte si posiziona al secondo posto nel Paese con oltre un milione e 22mila utilizzatori.
Un successo trasversale che unisce le generazioni e abbatte le distanze. La distribuzione anagrafica nazionale mostra infatti che circa due milioni di profili appartengono a persone con più di 66 anni, mentre gli ultraottantenni superano quota 330mila, pareggiando quasi il numero dei minorenni registrati.
Un dato che i vertici del gruppo commentano con soddisfazione: "Un segnale importante di inclusione digitale, che dimostra come le nuove tecnologie possano essere accessibili anche alle fasce di popolazione tradizionalmente meno vicine agli strumenti digitali".