L'Istituto Nostra Signora delle Grazie di Nizza Monferrato ha fatto da cornice, sabato mattina, a un appuntamento che ha sorpreso anche i suoi stessi organizzatori. L'assemblea annuale di Federmanager Asti, dedicata quest'anno al tema della Diversity, Equity e Inclusion, si è rivelata qualcosa di più di un convegno: un momento di riflessione collettiva sull'umanità che si rischia di perdere dentro le organizzazioni.
Il titolo scelto — "Non devo… ma posso!" — era già un manifesto di intenti. Non un obbligo normativo, non una compliance da spuntare, ma una scelta culturale. E la giornata, articolata in una parte privata riservata agli associati e in una parte pubblica aperta al territorio, ha mantenuto pienamente quella promessa.
Dopo la sessione mattutina dedicata agli iscritti, con la relazione del presidente e la presentazione degli Enti di Sistema alle ore 11 ha preso il via il convegno pubblico. Ad aprire i lavori i saluti istituzionali, seguiti da una serie di interventi che hanno affrontato il tema da angolazioni complementari: dal ruolo del Diversity Manager nelle organizzazioni, illustrato dal presidente nazionale Federmanager Valter Quercioli, ai modelli sociali contemporanei di equità analizzati dall'assistente sociale del Cisa Asti Sud Katia Caruso, fino alla riflessione della direttrice di Ge.S.S.Ter Simona Ameglio su come costruire ambienti di lavoro capaci di accogliere davvero le persone. Roberto Pascolati (Federmanager) ha poi tracciato la connessione tra sostenibilità, obiettivi ESG e principi DEI, mostrando come questi temi siano tutt'altro che separati dalla competitività aziendale.
Il momento di maggiore impatto emotivo è arrivato con il cortometraggio realizzato da CISA Asti Sud: un video esperienziale in cui ragazzi con disabilità si sono messi in gioco di persona, davanti alla telecamera, per dimostrare — con i fatti e non con le parole — esattamente di cosa si stava parlando in sala. Un gesto di coraggio e generosità che ha lasciato la platea in silenzio.
Federico Marchese, Presidente di Federmanager Asti, a margine dell'evento non ha nascosto la soddisfazione: "È andato, personalmente parlando, oltre le mie aspettative. È stato un lavoro complicato, ma di team. Quest'anno abbiamo deciso di dedicare il nostro spazio all'uomo, a 360 gradi, partendo da un concetto di diversità che non deve esistere, perché esistono soltanto barriere mentali nelle nostre abitudini quotidiane."
Una scommessa consapevole, come lo stesso Marchese ha ammesso: "I rischi c'erano, di trattare questo argomento in maniera sbagliata e forse di offendere la sensibilità di qualcuno. Ma questa è stata una scommessa vinta." Il presidente, che chiuderà il suo mandato a dicembre, ha voluto sottolineare la reazione inaspettata di molti presenti: "Quello che più mi porterò nel cuore è la reazione di imprenditori che hanno detto: questa cosa mi ha colpito, voglio farla mia. Compreso il nostro presidente nazionale, che ha chiesto di portare questa testimonianza anche a Roma."
Il messaggio di fondo, ha spiegato Marchese, è la necessità di rimettere l'umanità al centro delle aziende: "Le organizzazioni che stanno dando i più grossi risultati tendono a dimenticarsi che dietro quei risultati ci sono delle persone. Portare umanità in azienda è l'aspetto fondamentale."
Sulla stessa lunghezza d'onda Roberto Pascolati, che ha invitato a non fermarsi a questo primo segnale: "Abbiamo messo un semino piccolo piccolo, però il messaggio è che non basta che esista solo un'associazione. Bisogna lavorare tutti assieme."
Un appello rivolto alle istituzioni del territorio, ma anche agli stessi associati: "Federmanager deve allargare, uscire dalla propria nicchia e farsi sentire nel territorio. Questi sono i momenti in cui possiamo far capire chi siamo."
Dopo i lavori in sala, la giornata si è conclusa con un pranzo esperienziale gestito da "I Talenti", progetto di inclusione lavorativa in collaborazione con CISA Asti Sud: un ultimo, coerente gesto che ha trasformato anche il momento conviviale in un'estensione concreta dei valori del convegno.
Federmanager Asti ha scelto negli anni temi impegnativi - l'intelligenza artificiale, il nucleare, l'elettrificazione dell'auto - ma sabato ha dimostrato che il tema più complesso, e forse il più urgente, resta sempre lo stesso: le persone.