Politica - 18 giugno 2026, 16:36

Regione Piemonte e Prefettura di Torino insieme contro i reati ambientali

Accolti in piazza Piemonte i nuovi veicoli acquistati nell’ambito del Patto per la sicurezza urbana finanziato dalla Regione Piemonte con 2,3 milioni di euro. Allo studio la fase 2 per l’installazione di nuove telecamere, l’acquisto altri mezzi per le forze dell’ordine, contributi per le attività commerciali e per aumentare i controlli a bordo dei mezzi pubblici

Prosegue l’impegno del Piemonte per il contrasto agli ecoreati e a favore della sicurezza.

Rafforzare il presidio del territorio e rendere più efficace e coordinata l’azione pubblica contro i reati ambientali è infatti l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna al Grattacielo Piemonte.

Alla firma erano presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, il presidente vicario della Corte d’Appello, Gianni Reynaud, l’avvocato generale della Procura Giancarlo Avenati Bassi, il questore di Torino Massimo Gambino, il comandante provinciale dei Carabinieri Roberto De Cinti, il generale Alessandro Langella comandante del Nucleo polizia economica-finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, il generale Matteo Spreaficolo in rappresentanza del Comando per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, Alessandro Paola, direttore regionale dei Vigili del Fuoco. Sono intervenuti anche l’assessore alla Cura della Città, Protezione civile e Servizi civici del Comune di Torino, Francesco Tresso, e la presidente di Legambiente Piemonte, Alice De Marco.

L’accordo istituisce in Piemonte, prima Regione in Italia, l’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, che opera con un Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino.

Negli ultimi anni si è registrato un incremento significativo dei reati ambientali sia a livello nazionale sia sul territorio piemontese, con particolare riferimento al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e al settore edilizio. Un fenomeno che richiede risposte sempre più integrate e tempestive, anche alla luce del recente rafforzamento del quadro normativo che ha inasprito le sanzioni in materia.

In questo contesto, l’Osservatorio rappresenta un modello di governance innovativo, unico in Italia, basato sulla collaborazione tra istituzioni per superare la frammentazione degli interventi e potenziare la capacità di prevenzione e contrasto.

«Con la firma di questo protocollo - hanno sottolineato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Marnati - Regione Piemonte e Prefettura di Torino hanno deciso di rafforzare l’impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione della legalità ricorrendo a un’azione coordinata, basata su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale. Riservare particolare attenzione ai settori più a rischio, quali gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo, significa accrescere la sicurezza dei cittadini e del territorio e contrastare sempre più l’illegalità e le organizzazioni criminali».

«L’Osservatorio regionale sugli illeciti ambientali in Piemonte nasce dalla volontà di realizzare, su un tema così cruciale come la tutela dell’ambiente, un approccio multifattoriale - ha affermato il prefetto Cafagna - Unisce le forti competenze acquisite dalla Direzione Ambiente della Regione, da Arpa Piemonte e dall’ Asl, in ordine alla tutela del territorio e del paesaggio e della salute dei cittadini, con quelle di chi – le Forze dell’Ordine in primo luogo – presidia le stesse materie dal punto di vista della sicurezza e del contrasto dei reati. Si tratta di un passaggio che consente, a mio avviso, un salto di qualità nell’affrontare tematiche complesse come quelle legate al ciclo dei rifiuti, all’abusivismo edilizio, alla tutela del patrimonio boschivo e faunistico, alla prevenzione incendi e alle frodi agroalimentari. Senza dimenticare il contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nelle campagne, nel settore delle rinnovabili, nello smaltimento dei rifiuti.
Un ruolo importante potranno avere le associazioni chiamate a contribuire, esercitando quel controllo di osservatori civici sul territorio».

L’Osservatorio istituisce il Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino e cui partecipano la Regione Piemonte - attraverso la Direzione Ambiente, Energia e Territorio - le Forze dell’ordine e, progressivamente, le Prefetture del territorio regionale. La Regione garantisce il supporto tecnico-scientifico avvalendosi di ARPA Piemonte e IRES Piemonte.

Tra le principali attività previste:

mappatura e analisi degli illeciti ambientali accertati, attraverso la raccolta e la sistematizzazione dei dati ambientali e amministrativi;

elaborazione di analisi di contesto e di rischio, per individuare le aree e i fenomeni più critici;

definizione di azioni coordinate di monitoraggio, prevenzione e controllo nei comparti più esposti;

promozione di percorsi formativi interforze e di momenti di confronto operativo;

coinvolgimento della società civile e delle associazioni attive sui temi della tutela ambientale e della legalità;

predisposizione di report periodici e di un rapporto annuale di valutazione delle attività svolte.

Particolare attenzione sarà rivolta ai settori più a rischio: gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo. L’accordo ha una durata di cinque anni e non comporta nuovi o maggiori oneri a carico delle amministrazioni coinvolte, prevedendo l’utilizzo delle risorse umane e strumentali già disponibili.

La firma è stata anche l’occasione per incontrare i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, destinatari dei 12 nuovi veicoli acquistati nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana sottoscritto da Regione Piemonte, Prefettura e Città di Torino, sostenuto dalla Regione con uno stanziamento complessivo di 2,3 milioni di euro. Tre auto e una moto, in rappresentanza delle flotte in dotazione a forze dell’ordine e alla polizia municipale, sono arrivate sotto il Grattacielo Piemonte, accolti dal presidente Cirio, il vicepresidente Maurizio Marrone, gli assessori regionali Bussalino e Marnati, il prefetto di Torino Cafagna e l’assessore Tresso.

La prima fase del progetto è stata finanziata con un milione di euro e ha consentito l’acquisto di 9 autovetture e 3 moto destinati a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale. È ora in fase di definizione la programmazione della seconda fase del Patto, che potrà prevedere il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, l’installazione di nuove telecamere e tecnologie per il controllo del territorio, l’acquisto di ulteriori mezzi per le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale, contributi a sostegno delle attività commerciali e l’incremento delle risorse destinate agli straordinari degli agenti, con particolare attenzione al rafforzamento dei controlli di sicurezza anche a bordo del trasporto pubblico.

«Con la seconda fase del Patto per la Sicurezza Urbana vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sicurezza a Torino - hanno dichiarato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Bussalino -. Oltre all’investimento per acquisire ulteriori mezzi, l’attenzione sarà rivolta al potenziamento delle tecnologie per il controllo del territorio, all’ampliamento e all’integrazione dei sistemi di videosorveglianza e al rafforzamento della collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela della sicurezza pubblica. Un'attenzione particolare sarà dedicata anche alle attività commerciali, che rappresentano un presidio fondamentale di legalità, vivibilità e coesione sociale nei quartieri. Sostenere chi investe, lavora e tiene vive le nostre vie significa contribuire concretamente alla sicurezza urbana, contrastando il degrado e favorendo una maggiore presenza sul territorio. L’obiettivo è rendere sempre più efficace l’azione di prevenzione e contrasto della criminalità diffusa, dello spaccio e dei fenomeni di illegalità, migliorando la qualità della vita e la percezione di sicurezza dei cittadini e degli operatori economici».

«Proseguiamo in un lavoro di rafforzamento del presidio del territorio, - ha sottolineato il prefetto Cafagna - dando priorità alle zone rosse e in generale a quelle aree dove c’è una maggiore richiesta di sicurezza. Agli interventi e ai controlli crescenti delle Forze di Polizia, si aggiungono con il Patto le risorse destinate all’ampliamento e adeguamento della videosorveglianza a beneficio dei residenti e delle attività produttive».

comunicato stampa


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