Vacanze Astigiane - 18 giugno 2026, 18:04

Vacanze Astigiane nell’arte del Maestro d’Incisa

Oggi, prendendo spunto da un tema fotografico della mostra “MioAstigiano”, invito a scoprire il meglio di Incisa Scapaccino, cominciando da un polittico quattrocentesco

Borgo Villa (ph. Sergio Penengo)

Tra i ventiquattro temi della mostra fotografica "MioAstigiano. Mio, tuo, nostro", allestita al Museo Diocesano di Asti e ancora visitabile fino al 28 giugno, resterete certamente colpiti dalle immagini di alcuni dei nostri borghi illuminati dalla luce dei lampioni. Affascinanti atmosfere notturne riprese da Sergio Penengo. Due dei suoi scatti esaltano la bellezza di Borgo Villa, parte alta di Incisa Scapaccino.

Immagini che invitano a rimirare quanto ripreso, anche non solo in notturna, per scoprire la varia ricchezza di un affascinante borgo del Sud Astigiano. Nella mia rubrica del sabato non avrei certo remore nel definirlo posto bellissimo. Ma, andiamo con ordine a raccontare perché portarsi a meta Incisa quanto prima. 

Tanto per cominciare, due i castelli: l'antico maniero medievale, di cui oggi resta solo la torre e qualche mozzicone delle antiche mura, e un gradevole palazzotto in stile neogotico, con portale, doppia fila di finestre in facciata e ampio giardino interno, detto Castello nuovo, nella parte più alta del paese, dove nel Medioevo si concentrava il centro abitato.

 Castello in vendita, a due passi dal Santuario Virgo Fidelis dell'Arma dei Carabinieri. Presenza assai rassicurante per i futuri castellani. Proposta immobiliare, assai allettante, di Case in Piemonte.

Borgo Villa è una frazione che tutt’ora è definibile centro storico di Incisa. Caratteristiche le antiche mura che circondano la borgata e le case di antica origine. 

Posto considerato uno dei più belli dell'Astigiano, per architettura, storia e cultura, ma ancora poco conosciuto, pur ospitando anche l'imperdibile chiesa di San Giovanni Battista, santuario dell'Arma. Imperdibile per estetica e panorama, ma soprattutto per lo spettacolare contenuto d'arte quattrocentesca, con un raro polittico del Maestro d’Incisa.

 Non sono tanti i grandi pittori ad essere stati chiamati con ben tre nomi diversi. Noi ne abbiamo uno: Andrea de Aste, pur se così poco celebrato dalle nostre parti. Sicuramente una delle personalità fondamentali della pittura tardo-gotica italiana. 

Operò nei primi decenni del Quattrocento, tra Astigiano, Genova ed infine a Napoli. Qui veniva chiamato Maestro dei Penna per il suo primo dipinto di rilievo, la Madonna tra Antonio e Onofrio Penna.

 In Liguria, dove si era certamente formato artisticamente alla scuola genovese, era Andrea de Aste; il suo nome lo troviamo ben evidente assieme all’anno, 1424, sotto la bella Madonna col Bambino esposta nella chiesa della Castagna di Genova Quarto.

 Da noi invece è il Maestro d’Incisa, avendo lasciato proprio a Incisa l’unica opera presente nella sua terra di nascita, uno spettacolare polittico a tempera e oro. Opera carica di grandissima eleganza e raffinatezza, assolutamente uniche per il periodo., realizzata nel 1410, composta da nove tavole. 

Tra le due guerre ne fu trafugata una, la Crocifissione con Santi, recuperata una dozzina d'anni fa dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. E, come si dice, tutto torna, così come tornerete spesso al  Sofy bar, suggeritissima sosta di gita. Regno di sontuose colazioni e di aperitivi d’abbondanza, all’entrata del paese, davanti, ovviamente, alla locale Caserma dei Carabinieri.

Davide Palazzetti


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