Agricoltura - 21 giugno 2026, 14:31

Coldiretti Piemonte lancia l'allarme sulla frutta: pagamenti con tempistiche inaccettabili

I produttori agricoli remunerati fino a dieci mesi dopo il raccolto mentre i costi di produzione salgono alle stelle

Immagine realizzata con supporto di AI

Un campanello d'allarme che risuona forte nelle campagne della nostra regione. Il comparto frutticolo piemontese si trova infatti a dover fare i conti con una situazione economica sempre più complessa, schiacciato tra i costi di produzione saliti alle stelle e i tempi di pagamento dilatati oltre ogni ragionevole limite. A sollevare la questione è Coldiretti Piemonte, che punta il dito contro le dinamiche penalizzanti che colpiscono i produttori agricoli.

Il nodo centrale della protesta riguarda le tempistiche di remunerazione del lavoro nei campi. A inquadrare il problema è il vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega alla Frutticoltura, Enrico Nada: "Come abbiamo già più volte denunciato, la frutticoltura piemontese vive la grossa problematica delle tempistiche dei pagamenti con liquidazioni finali che arrivano anche 8-10 mesi dopo la fine della raccolta".

Il rappresentante dell'associazione scende poi nel dettaglio delle criticità attuali connesse alle singole produzioni: "Anche quest’anno vediamo un forte ritardo, ad esempio, per la liquidazione delle mele e delle susine".

Una lentezza burocratica ed economica che si scontra duramente con le necessità quotidiane delle aziende agricole: "Una situazione non più sostenibile, aggravata dalla grande distribuzione che continua ad applicare il suo strapotere acquistando e vendendo a prezzi che non coprono neanche i costi di produzione".

La necessità di una nuova alleanza di filiera

Per arginare la crisi e ridare ossigeno al settore, i vertici dell'organizzazione agricola invocano un cambio di passo strutturale. La presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari, e il delegato confederale, Bruno Rivarossa, tracciano la rotta per il futuro del comparto: "Alla luce di questa situazione, sul nostro territorio serve una vera e concreta aggregazione degli attori della filiera per rafforzarla e costruire un modello competitivo fondato su qualità, trasparenza e giusta remunerazione per le imprese agricole".

Un'unione d'intenti considerata ormai indispensabile per affrontare gli scenari incerti del mercato moderno e tutelare le eccellenze del territorio. I due referenti concludono con un appello volto al rilancio e alla modernizzazione delle reti: "Oggi più che mai il comparto frutticolo è chiamato a misurarsi con una doppia sfida cruciale: sostenibilità e innovazione, condizioni di competitività e sopravvivenza economica".

Redazione