La città di Canelli traccia il bilancio di Canelli 1613, la rievocazione storica dell'assedio tornata in scena dopo dieci anni di stop. L'evento ha riportato tra le vie e le piazze cittadine le atmosfere secentesche, mescolando figuranti e visitatori in una cornice fatta di accampamenti, osterie e antichi mestieri.
È l'amministrazione comunale a tirare le somme della manifestazione, affidando a una nota ufficiale la propria soddisfazione per un appuntamento descritto come capace di unire le tradizioni del passato con le prospettive future del territorio.
Dall'ente ricordano così le atmosfere ricreate in questi giorni: “Il profumo del fieno nelle vie, i ritmi dei tamburini, i costumi dei borghigiani, i controlli alle porte, le discussioni tra partigiani dei Savoia e quelli dei Gonzaga”. Una narrazione che ha visto l'impegno di molti per riportare in vita “Le ronde dei soldati e le trappole dei briganti, i rumori nelle osterie e nelle taverne, l’abilità degli artigiani e degli alchimisti”.
La macchina organizzativa e i ringraziamenti
La realizzazione dell'iniziativa, precisano dal municipio, è stata resa possibile da un lungo lavoro preparatorio. La nota istituzionale evidenzia infatti l'impegno dei volontari, l'assunzione di responsabilità dell'associazione Colline 50 e la costanza di realtà locali come l'associazione Dal fuso in poi, che si è occupata di curare i costumi per la maggior parte dei figuranti.
Da qui parte il ringraziamento ufficiale rivolto a tutti i soggetti coinvolti: “L’amministrazione comunale intende ringraziare le persone che a Canelli, come pure in paesi vicini e lontani hanno collaborato”.
Un lungo elenco che comprende pro loco, scuole, professionisti, gruppi storici, sponsor, aziende, comunità pastorale e commercianti, estendendosi a chi ha gestito il supporto tecnico allestendo le varie aree e a chi ha “Animato le piazze, cucinato, cantato, suonato, recitato, danzato, lavorato dietro le quinte”.
L'evento viene descritto come un traguardo collettivo per il paese: “È stato il successo di chi ha veramente a cuore lo spirito dell’Assedio, una manifestazione di tutti e per tutti, della città e della comunità che ci vive”.
La comunicazione dell'amministrazione si chiude con un riconoscimento generale rivolto a chiunque abbia dato il proprio contributo: “Impossibile fare un elenco completo, ma conosciamo l’impegno di ognuno e ringraziamo quelli che hanno messo anche solo una goccia del loro sudore per questa impresa”.