Tra 15 mila e 20 mila migranti attraversano ogni anno la rotta alpina verso la Francia, trovando assistenza al Rifugio Fraternità Massi di Oulx, attivo dal 2018 con 200 volontari. Questa realtà è stata al centro di un incontro, promosso da Paolo Odorizio, volontario astigiano del Rifugio, e dall’associazione Passi Solidali con il supporto del CSVAA, al Circolo Nosenzo di Asti per raccontarne il lavoro e richiamare l’attenzione sulle crescenti difficoltà operative.
(Don Luigi Chiampo)
A dare il via all’appuntamento è stato il parroco di Bussoleno e fondatore del rifugio, don Luigi Chiampo, che ha mostrato al pubblico la storia e l’evoluzione della struttura, ma anche le difficoltà. La significativa carenza di risorse economiche ha infatti costretto il Rifugio a una parziale riorganizzazione, culminata nella dolorosa scelta di chiudere nella fascia oraria diurna tra le 10 e le 17.
I volontari Paul ed Eva hanno riportato il pubblico nella quotidianità della struttura, tra accoglienza, pasti caldi e distribuzione di indumenti per affrontare il gelo, offrendo anche un primo orientamento ai migranti. Un racconto accompagnato da immagini, capace di restituire concretezza e dignità all’esperienza di chi attraversa e di chi accoglie.
A seguire, le testimonianze dei medici astigiani Simona Franzino, Irene Novarese e Paolo Crivelli hanno evidenziato le conseguenze fisiche e psicologiche della traversata, ribadendo il diritto alla salute anche in contesti di emergenza.
“Il Rifugio Fraternità Massi non rappresenta soltanto un luogo di transito e di primo soccorso, ma una concreta testimonianza di solidarietà e speranza. Nonostante le difficoltà economiche e la complessità del contesto in cui opera, il presidio continua a rappresentare un punto di riferimento per migliaia di persone, grazie all’impegno di volontari, operatori e cittadini che ogni giorno scelgono di non voltarsi dall’altra parte”, ha concluso Paolo Odorizio.
Mostra fotografica e rete solidale
Fino al 30 giugno presso il Nuovo Circolo Nosenzo è visitabile la mostra fotografica dedicata alla vita quotidiana della struttura, realizzata attraverso immagini e testimonianze raccolte sul campo.
Inoltre, per quanti desiderino sostenere le future iniziative a favore del Rifugio, è possibile lasciare i propri recapiti nell’apposito registro disponibile presso il Circolo, contribuendo così a rafforzare una rete di solidarietà indispensabile per garantire continuità a questa esperienza di accoglienza e umanità.