Attualità - 25 giugno 2026, 13:30

Caldo infernale atteso tra sabato e domenica: a rischio anche il possibile record di 40,1°C di Asti, stabilito nell'estate del 2003

Un'indagine del Centro Studi Pool Pharma rivela abitudini a rischio: alcolici, bibite zuccherate e poca acqua. L'esperta: "Il sale riduce l'acqua a livello cellulare, alcol e zuccheri favoriscono la diuresi"

I modelli meteorologici continuano a confermare il possibile nuovo picco dell'ondata di calore atteso tra sabato 27 e domenica 28 giugno. L'alta pressione subtropicale è destinata a rinforzarsi temporaneamente proprio sopra le nostre zone, con isoterme che a 850 hPa (circa 1.500 metri di quota) potrebbero raggiungere i 24-26°C: un segnale di caldo molto intenso in arrivo.

Uno scenario che potrebbe tradursi in valori diffusi fino a 40°C sul Basso Piemonte, con l'Alessandrino in prima linea, ma più in generale su buona parte della Pianura Padana, dove non si escludono picchi locali fino a 41-42°C.

Il caldo non risparmia nemmeno la montagna: lo zero termico è atteso tra i 4.600 e i 4.700 metri, con temperature che sulle Alpi potranno toccare i 32-34°C a 1.000 metri di quota e i 25-27°C a 2.000 metri.

Le previsioni più aggiornate, raccolte da diverse fonti meteorologiche, confermano il quadro: secondo gli esperti, l'ondata di calore durerà con buona probabilità fino alla fine del mese e nei prossimi giorni potrebbe addirittura peggiorare, mentre il nucleo caldo dell'alta pressione si sposterà verso il Mediterraneo centrale, interessando con più decisione anche l'Italia. Anche l'Arpa Piemonte conferma che tra sabato 27 e domenica 28 giugno le temperature in pianura potranno raggiungere i 38-39°C, raccomandando massima attenzione soprattutto per le fasce di popolazione più fragili nei centri urbani.

Resta dunque tutto da confermare se il weekend regalerà (o infliggerà) davvero la soglia psicologica dei 40°C e proverà a battere (l'infernale) record di  40,1°C registrato l'11 agosto della calda estate 2003, ma il quadro generale non lascia dubbi: l'estate 2026 si candida a essere una delle più calde degli ultimi decenni in Piemonte.

Europa nella morsa del caldo

In Europa le temperature hanno raggiunto livelli preoccupanti. Francia, Spagna, Regno Unito e Germania sono state colpite da picchi di calore a 40°C e oltre. L'Oms ha dichiarato "l'ondata di calore in Ue un'emergenza sanitaria" e i meteorologi segnalano che l'anomalia stagionale, che richiama alla memoria l'estate 2003, quest'anno perdurerà ininterrottamente per oltre due settimane.

Le città italiane a bollino rosso sono 17: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Italiani e idratazione: i dati dell'indagine

In queste condizioni ad essere sotto pressione non è solo il fisico ma anche la mente. Il cambio repentino delle temperature colpisce l'organismo che non ha il tempo fisiologico per adattarsi. Eppure, otto italiani su dieci non rinunciano ad alcolici e bibite zuccherate e non riescono a bere i 3 litri d'acqua al giorno necessari, secondo gli esperti, ad avere una corretta idratazione.

Secondo un'analisi del Centro Studi Pool Pharma su un campione di 350 persone tra uomini e donne, solo il 20% degli intervistati, per lo più donne, afferma di arrivare a bere la quantità di acqua consigliata. Un altro 25% arriva a stento a 2 litri giornalieri, il 15% a 1 litro, mentre il restante 40% non bada del tutto a quanta acqua beve ogni giorno. Il 55% degli stessi intervistati ammette di ricorrere a bevande zuccherate per cercare di idratarsi e spesso, uno su tre, non rinuncia al consumo di alcolici – aperitivi, vino, birra, superalcolici – che hanno invece effetto diuretico, aumentando la perdita di liquidi anziché contrastarla. Addirittura il 23% ritiene che gelato e bibite siano utili a sostenere l'idratazione e il 27% pensa che mangiare frutta e verdura una volta al giorno sia sufficiente a supplire al deficit idro-salino.

Le raccomandazioni degli esperti

Sono comportamenti che hanno una forte incidenza sullo stato di idratazione e l'equilibrio elettrolitico. L'OMS raccomanda di assumere almeno 35 ml d'acqua per chilo di peso corporeo, equivalente a circa 2,5 litri al giorno per una persona di 70 kg, e 400 grammi di frutta e verdura al giorno.

"Tali raccomandazioni sono indicazioni di massima – spiega Camilla Pizzoni, Direttore Generale Pool Pharma – viene anche specificato che il calcolo andrebbe adattato alle esigenze personali ed al clima e, di conseguenza, andrebbe corretto per il periodo estivo".

Le abitudini alimentari che favoriscono la disidratazione

Il genere di alimento cui gli italiani proprio non sanno rinunciare è l'insaccato. Con la necessità di pasti frugali, nell'83% dei casi non si fanno mancare panini e toast con carni processate come prosciutto, salame e mortadella, alimenti ricchi di sale, almeno quattro volte alla settimana. Solo il 12% considera di completare tali pasti con frutta e verdura. I momenti di relax sono caratterizzati dal consumo di snack salati associati a bibite zuccherate o bevande alcoliche per il 75% del campione.

"Mentre il sale – spiega Pizzoni – riduce la disponibilità di acqua a livello cellulare, al contrario bevande zuccherate e alcoliche aiutano il processo di diuresi, si tratta di due effetti il cui risultato si somma. È bene nel corso della giornata assumere più acqua per compensare tali effetti che si sovrappongono. L'integrazione con prodotti salini mirati può aiutare sotto consiglio del medico o del farmacista, ma non possono sostituire una dieta adatta alla stagione".

Una minoranza, il 36%, afferma di non rinunciare nell'arco di un mese ad almeno due fritture di verdure o pesce, sempre ricche di sale e lunghe da digerire, richiedendo così più liquidi per il processo di digestione.

Il calo di carboidrati e il ruolo dei probiotici

Dall'indagine emerge anche un drastico calo del consumo di carboidrati (45%), contenuti ad esempio in patate e legumi, che oltre a dare energia giocano un ruolo nel mantenimento dell'idratazione e dell'equilibrio salino. "Si tratta di alimenti – chiarisce Pizzoni – che apportano non solo carboidrati ma anche sali minerali fondamentali come magnesio e potassio, utili anche a contrastare l'insorgenza di crampi muscolari. Anche la frutta ne è ricca".

La frutta, tuttavia, viene consumata troppo poco: il 48% degli intervistati afferma di assumerne mediamente una sola porzione al giorno. Stessa sorte per le verdure, consumate regolarmente solo nel 53% dei casi. Un integratore che non viene valutato nella stragrande maggioranza dei casi (72%) sono i probiotici: "L'apporto di specifici fermenti lattici sostiene il benessere dell'intestino migliorando così l'assorbimento di liquidi e, di conseguenza, aiutando a prevenire la disidratazione" conclude Pizzoni.