Cronaca - 26 giugno 2026, 06:49

Indebita percezione del Reddito di cittadinanza per circa 45 milioni di euro: l'operazione congiunta INPS-Guardia di Finanza

Oltre 3.300 percettori irregolari individuati da gennaio 2025 grazie all'analisi di rischio su scala nazionale. Due i filoni principali: detenuti e condannati per reati ostativi da un lato, titolari di partite IVA e cariche societarie dall'altro

Ph Guardia di Finanza

Un'indagine su larga scala ha portato alla luce un'indebita percezione del Reddito di Cittadinanza per circa 45 milioni di euro. L'attività di analisi di rischio, condotta dall'INPS in collaborazione con la Guardia di Finanza sulla base di uno specifico protocollo d'intesa, ha consentito di individuare, dal gennaio 2025, oltre 3.300 percettori privi dei requisiti per accedere alla misura. Il totale delle somme illecitamente percepite, per quanto finora accertato, supera i 43 milioni di euro.

Due i filoni investigativi principali su cui si è concentrata l'attenzione dell'Istituto di Previdenza e del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza. Il primo ha riguardato i soggetti che non avevano dichiarato lo stato detentivo o la presenza di condanne penali per reati cosiddetti "ostativi". Attraverso uno scambio informativo con il Ministero della Giustizia, sono state isolate oltre 5.700 domande potenzialmente a rischio frode, riferite al periodo 2019-2021. L'ulteriore affinamento dei target da parte del Nucleo Speciale ha portato alla segnalazione di 4.374 posizioni ai Reparti del Corpo sul territorio. Le verifiche finora eseguite hanno confermato un tasso di irregolarità superiore all'82%, con un indebito complessivo di oltre 8,7 milioni di euro.

Il secondo filone ha acceso i riflettori sui beneficiari risultati titolari di cariche o partecipazioni in società, sia nel comparto artigiani e commercianti sia in imprese con dipendenti, condizione considerata potenzialmente incompatibile con la misura di sostegno al reddito. Le verifiche condotte su scala nazionale sulle posizioni segnalate dall'INPS, che rappresentano a oggi un sesto dell'intera platea individuata, hanno portato all'accertamento di oltre 2.600 irregolarità, più della metà delle posizioni controllate. Le irregolarità sono riconducibili principalmente all'omessa dichiarazione di cariche sociali o dell'attivazione della partita IVA, facendo emergere un indebito superiore ai 36 milioni di euro.

Per tutte le posizioni irregolari sono state immediatamente avviate le procedure di revoca del beneficio e di recupero delle somme indebitamente erogate, con contestuale segnalazione all'Autorità Giudiziaria per i casi aventi riflessi anche penali. I risultati, sottolineano INPS e Guardia di Finanza, confermano l'efficacia di un modello basato sull'integrazione sistematica delle banche dati, sull'analisi del rischio mirata e sullo scambio informativo strutturato tra le istituzioni, ribadendo l'impegno a garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche e la tutela dei cittadini che accedono legittimamente alle prestazioni di welfare.

Redazione