Attualità - 29 giugno 2026, 08:38

Un traguardo che diventa ripartenza, le dieci comunità del nord Astigiano stringono in un abbraccio don Emanuele

Il parroco festeggia a Montechiaro dieci anni di ordinazione presbiterale alla presenza di sindaci, associazioni e tanti fedeli

Don Emanuele con la famiglia

Un cammino lungo dieci anni, iniziato con un piccolo germoglio che nel tempo è cresciuto, mettendo radici profonde nel tessuto umano e spirituale del territorio. La comunità di Montechiaro d'Asti si è stretta intorno al suo parroco, don Emanuele Baviera, per festeggiare il primo importante decennale dalla sua ordinazione presbiterale. Un anniversario sentito e partecipato, celebrato domenica scorsa 28 giugno nella cornice della chiesa parrocchiale di santa Caterina.

Alla cerimonia non hanno voluto mancare i sindaci di Montechiaro, Cortanze, Cunico, Soglio e Viale, a testimonianza del forte legame tra le istituzioni civili e la guida pastorale. Significativa anche la presenza della Zona 1 alpina guidata dal capogruppo Luigi Penna, che raccoglie le penne nere di Aramengo, Cocconato, Colcavagno, Cortanze, Cunico, Montechiaro, Montoglio, Piea, Piovà e Soglio, oltre al presidente Paolo Dezzani della sezione Unirr Monferrato, intervenuto con il labaro associativo. Accanto ai parrocchiani di oggi, sono giunti anche molti fedeli di Cerro e Rocchetta Tanaro, paesi dove il sacerdote ha mosso i suoi primi passi.

Una solenne armonia

A rendere ancora più toccante la celebrazione eucaristica sono state le note del coro polifonico di Montechiaro, diretto da Manuela Vandero, con l’accompagnamento del baritono Aldo Casorzo. Una formazione di eccellenza che sabato prossimo replicherà la magia esibendosi in un concerto nella chiesa di Piovà Massaia.

Il valore dell'incontro e della condivisione

Al termine della liturgia, il festeggiato ha voluto ripercorrere le tappe più significative del suo ministero, non senza un velo di commozione. "Dieci anni fa fui ordinato sacerdote di Cristo", ha ricordato don Emanuele Baviera, "quel piccolo germoglio ha incominciato a crescere. Il mio primo incarico in Piemonte è stato come vice parroco a Rocca, poi come parroco a Cerro e Rocchetta Tanaro. In questi anni ho capito che il senso profondo del ministero non è il fare, ma l’incontrare, attraverso relazioni fondate sull’ascolto, sulla stima, fatte di gioie, fatiche, sorrisi e dialoghi sinceri".

Il trasferimento nella val Rilate, con la cura della parrocchia di Montechiaro a cui si sono via via affiancate quelle di Cortanze, Cunico, Piea, Soglio e altre realtà limitrofe, ha rappresentato una svolta importante: "Il nuovo incarico pastorale non fu facile all'inizio, ma con l’aiuto del Signore poco a poco hanno bussato alla canonica molte persone. Così è ripartito l’oratorio, grazie a un gruppo di ragazzi molto determinati e all’aiuto delle amministrazioni comunali".

Il parroco ha espresso profonda gratitudine a tutti coloro che lo accompagnano quotidianamente: dall'accolito Giorgio alle corali, passando per le pro loco, il comitato palio e le associazioni d'arma. Un pensiero intimo è stato dedicato alla sfera personale: "Un grazie particolare va alla mia famiglia e ai miei genitori, che mi hanno sostenuto fin dai tempi del seminario: quando ogni giorno salgo all’altare, vi porto con me nel mio cuore". Il sacerdote ha infine affidato il suo cammino a Maria Santissima Immacolata, sottolineando la forte spiritualità mariana che guida il suo ministero.

Un traguardo che guarda già al domani. "Dieci anni sono un tempo significativo, ma non sono un traguardo, bensì una nuova ripartenza", ha concluso il parroco, pronto a tracciare l'inizio di un nuovo cammino di fede condiviso da dieci comunità del nord astigiano.

Redazione