Attualità - 03 luglio 2026, 15:42

Una porta che si apre sul mare, a Savona nasce la Casa di Silvia con un forte cuore astigiano

Il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile per persone con Sla vede in prima fila l'astigiano Vincenzo Soverino, consigliere dell'associazione

L'inaugurazione. Al centro Vincenzo Soverino

Un traguardo concreto che unisce il valore della solidarietà al diritto alla quotidianità e al riposo. A Savona ha aperto ufficialmente le porte la Casa di Silvia, il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile promosso da Aisla, l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. Si tratta di un appartamento interamente ripensato per offrire sollievo, cura e vicinanza alle persone affette da Sla, ai loro familiari e ai caregiver che li accompagnano nel percorso della malattia. All'inaugurazione e alla nascita di questo spazio, unico nel suo genere sul territorio italiano, si lega una forte impronta astigiana grazie all'impegno in prima persona di Vincenzo Soverino, consigliere nazionale del sodalizio.

Via le barriere

La struttura, situata in via Milano, è stata progettata per eliminare ogni barriera architettonica e garantire un soggiorno in piena sicurezza. L'alloggio dispone di due camere da letto, una cucina attrezzata, un bagno accessibile e una serie di ausili specifici come letti articolati, sollevatori e rampe mobili, oltre a un posto auto riservato. Il servizio è completamente gratuito e dedicato ai soci dell'associazione che necessitano di un periodo di riposo o di un punto d'appoggio per visite e terapie.

I primi ospiti a varcare la soglia e a ricevere le chiavi della struttura sono stati i membri della famiglia Maggiani. Il loro racconto evidenzia le difficoltà quotidiane che il progetto mira a superare: "Quando si convive con la Sla, organizzare anche un breve soggiorno può diventare un'impresa. Ogni spostamento richiede mesi di preparazione, verifiche, rinunce. Sapere di arrivare in un luogo già accessibile e attrezzato cambia completamente la prospettiva". La famiglia ha espresso l'emozione di poter ritrovare una normalità preziosa: "Per noi significa poter tornare a pronunciare una frase che sembrava impossibile: 'Andiamo in vacanza'. È molto più di un viaggio. È un pezzo di vita che ci viene restituito".

A rendere ancora più significativa la collocazione dell'appartamento è la vicinanza con lo Scaletto senza scalini, la spiaggia accessibile di Savona diventata un punto di riferimento per l'inclusione balneare. Il fondatore della spiaggia, Ugo Cappello, ha evidenziato la sinergia tra le due realtà: "Accessibilità significa poter scegliere, muoversi, condividere experiences senza che la disabilità diventi un limite. La Casa di Silvia completa questa visione, offrendo alle famiglie un luogo da cui partire per vivere il territorio con serenità".

Il valore comunitario dell'opera

L'importanza strategica dell'inaugurazione è stata rimarcata con forza dall'astigiano Vincenzo Soverino, consigliere nazionale di Aisla, che ha voluto sottolineare il valore comunitario dell'opera: "Per la prima volta nella nostra storia realizziamo una casa pensata esclusivamente per accogliere le persone con Sla e le loro fingerprints. Questo progetto dimostra che la solidarietà non è un concetto astratto. Diventa una porta che si apre, una camera pronta ad accogliere, un letto già attrezzato, una famiglia che può finalmente partire. Una casa nasce dai muri, ma diventa davvero casa quando una comunità decide di costruirla insieme".

Il consigliere astigiano ha poi proseguito nel suo intervento: "La Casa di Silvia rappresenta un investimento concreto nella qualità della vita delle persone che affrontano la malattia. È un progetto che nasce dalla collaborazione di tante realtà e che mette al centro il diritto di vivere esperienze di vacanza, relazione e partecipazione. Oggi abbiamo capito che una casa non si costruisce soltanto con muri, porte e finestre, ma che prende vita quando tante persone decidono di credere nello stesso sogno".

Anche l'amministrazione comunale ha espresso il proprio sostegno tramite l'assessore alle Politiche sociali, Riccardo Viaggi, che ha dichiarato: "La Casa di Silvia dimostra come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possa trasformarsi in un'opportunità reale per le persone e le loro famiglie. È un progetto che rende Savona ancora più accogliente e accessibile".

L'origine dell'alloggio affonda le radici in una scelta intima e generosa. A consegnare le chiavi è stato infatti Pino Codispoti, papà di Silvia, che ha scelto di donare l'immobile ad Aisla affinché il ricordo della figlia si trasformasse in un aiuto concreto: "Se questa casa oggi esiste è perché Silvia mi ha insegnato a guardare sempre avanti. Abbiamo deciso di trasformare ciò che abbiamo vissuto in un'opportunità per altre famiglie. Sapere che queste stanze si riempiranno di voci, di speranza, di giorni condivisi e di nuovi ricordi ci rende profondamente felici. È il modo più bello per continuare a sentire Silvia accanto a noi".

L'appartamento è stato completamente ristrutturato in circa tre mesi grazie al contributo di numerosi sostenitori, tra cui la Fondazione Vismara, la Fondazione Vialli e Mauro, Fiascolata Aps, la Cooperativa Spazio aperto, il Vivaio Fratelli Rebella e Fazzari marmi. All'ingresso, a ricevere gli ospiti, è stata posta una targa con la frase che Silvia ripeteva spesso: "La vita è bellissima".

Tutte le informazioni sul progetto e sulle modalità di accesso sono disponibili sulla pagina ufficiale dedicata https://www.aisla.it/la-casa-di-silvia/, mentre per le richieste di prenotazione è attiva la casella di posta casadisilvia@aisla.it. Per chi volesse contribuire alla sostenibilità futura della struttura, è possibile effettuare una donazione tramite l'Iban IT04V0503410100000000001065 specificando come causale "La Casa di Silvia".

Redazione