"Apprendiamo come a un anno dalle elezioni comunali la sinistra astigiana si scopra securitaria e preoccupata per l’ipotesi di un presunto nuovo centro migranti nell’astigiano". A parlare è il deputato piemontese della Lega Andrea Giaccone, che in una nota durissima attacca il Partito Democratico locale, reo a suo dire di essersi improvvisamente trasformato in paladino della trasparenza e della partecipazione dopo aver sostenuto per anni politiche migratorie di segno opposto.
"Appare abbastanza surreale che proprio chi per anni ha sostenuto accoglienza indiscriminata e distribuzione dei migranti senza alcun confronto con i territori, oggi diventi improvvisamente paladino della trasparenza e della tutela delle comunità locali", prosegue Giaccone. "La Lega non accetta lezioni da chi ha contribuito a creare un sistema di gestione dell’immigrazione che ha scaricato sui territori e sulle amministrazioni costi sociali, economici e di sicurezza."
I numeri del passato e il calo degli sbarchi
Il deputato leghista ripercorre le cifre degli ultimi anni per marcare la differenza tra le politiche dei governi di centrosinistra e quelle della Lega. "Giova ricordare come le politiche della sinistra in tema migratorio abbiano fatto sì che gli anni dei governi Renzi e Gentiloni siano stati quelli con il più alto numero di sbarchi di irregolari, con un record di 180.000 persone nel 2016", sottolinea Giaccone, aggiungendo che "grazie alle politiche della Lega, nel 2019 con Matteo Salvini agli Interni gli ingressi furono poco più di 11.000 con una diminuzione del 93 per cento". Dopo una risalita dovuta alle crisi internazionali, i numeri sono tornati a calare: "Negli ultimi anni, grazie alle politiche intraprese dal governo, i numeri sono scesi di quasi il 60 per cento rispetto a un picco di circa 157.000 sbarchi rilevati tre anni fa".
"Nessun nuovo hotspot mobile nell’Astigiano"
Quanto al presunto hotspot mobile in provincia di Asti che avrebbe sollevato le preoccupazioni della sinistra locale, Giaccone taglia corto: "La verità è che al momento non è previsto nessun nuovo centro. La circolare ministeriale non apre nessun centro migranti nell’astigiano, semplicemente identifica una delle possibili sedi di centri governativi nella nostra provincia, chiarendo tra l’altro come l’identificazione dei siti non presupponga la presenza di strutture fisiche esclusivamente dedicate agli accertamenti di frontiera".
Il Patto europeo su migrazione e asilo, spiega ancora il deputato, "va nella direzione di maggiore controllo e deterrenza degli ingressi clandestini", prevedendo procedure di frontiera più rapide, rimpatri più veloci e screening obbligatori con identificazione biometrica di tutti gli irregolari. "Per quanto ci riguarda, continueremo a lavorare come fatto con i decreti sicurezza voluti dalla Lega, per ottenere una stretta sugli ingressi irregolari e veloci rimpatrii per coloro, e sono la maggioranza, che non hanno alcun diritto a forme di protezione internazionale, evitando ricadute sulle nostre comunità locali", conclude Giaccone, lanciando una stoccata finale: "Se il consigliere Miravalle è così preoccupato per gli effetti del nuovo Patto europeo, dovrebbe spiegare ai cittadini perché il suo partito ha sostenuto per anni politiche migratorie che hanno prodotto esattamente le criticità che oggi denuncia con tanto clamore".