Scuola - 03 luglio 2026, 17:22

Allarme per il Cpia di Asti: le consigliere Briccarello e Ferlisi chiedono interventi urgenti, l'appoggio della rete Welcoming

Spazi inadeguati e carenza di organico minacciano l'offerta formativa. Oltre duemila e trecento firme a sostegno della scuola per adulti per scongiurare la riduzione dei corsi e tutelare l'inclusione sociale

Il CPia di Asti

La mancanza di aule e i tagli al personale mettono a rischio il futuro del Cpia di Asti. A sollevare la questione, portando i timori di docenti e studenti direttamente nelle aule della politica, sono le consigliere comunali Maria Ferlisi e Vittoria Briccarello, autrici di un'interpellanza mirata a tutelare l'intera organizzazione della scuola per adulti.

Il documento, che raccoglie le preoccupazioni emerse nelle ultime settimane sul territorio, punta a sollecitare l'amministrazione cittadina affinché si attivi tempestivamente con gli enti di competenza. Le due esponenti dell'opposizione spiegano chiaramente la loro posizione: "Il Cpia rappresenta un presidio educativo e sociale fondamentale per il nostro territorio: garantisce diritto allo studio, inclusione, formazione e opportunità a tanti adulti che cercano strumenti per costruire un futuro migliore. Per questo non possiamo permettere che venga indebolito o ridimensionato".

Le richieste all'amministrazione e l'audizione in commissione

L'obiettivo dell'iniziativa consiliare è duplice: da un lato scongiurare la drastica riduzione dei corsi, dall'altro individuare soluzioni logistiche concrete. A supportare l'azione ci sono anche i consiglieri Michele Miravalle e Valter Saracco, membri della nona commissione consiliare, attraverso i quali verrà richiesta un'audizione ufficiale del dirigente del Cpia, Davide Bosso. Un passaggio ritenuto chiave per sviscerare le criticità strutturali e preparare il terreno per il dibattito in consiglio comunale.

Il peso della mobilitazione cittadina, del resto, è innegabile, come ribadiscono le consigliere: "Le oltre 2.300 firme raccolte dimostrano che non si tratta di una questione secondaria, ma di un problema reale che riguarda tutta la comunità astigiana. Sostenere il Cpia significa difendere il diritto all'istruzione, all'inclusione e alla dignità delle persone".

L'intervento della rete welcoming Asti

A fare eco all'iniziativa politica arriva il forte e compatto sostegno della rete welcoming, che in una nota ufficiale si schiera al fianco dei docenti e del personale del centro. Le associazioni e i cittadini aderenti condividono non solo i timori espressi dai lavoratori, ma appoggiano in toto le istanze contenute nell'interpellanza presentata in municipio.

Dal coordinamento civico evidenziano la necessità di interventi rapidi ed esaustivi per garantire il diritto allo studio: "L'amministrazione comunale deve farsi carico del recupero degli edifici oggi non utilizzati, come indicato nell'interpellanza e come sottolineato nelle azioni di sostegno già rese pubbliche".

La rete rimarca inoltre il ruolo cruciale dell'istituto per i cittadini di origine straniera, per i quali la formazione rappresenta il primo, irrinunciabile passo di un cammino virtuoso di integrazione che passa inevitabilmente attraverso l'apprendimento e il successivo inserimento lavorativo.

Inclusione e diritti: una battaglia di civiltà

L'appello della rete welcoming si spinge però oltre la contingenza locale, abbracciando una visione più profonda dell'accoglienza, richiamando la "convivialità delle differenze" teorizzata da Don Tonino Bello. Il gruppo coglie infatti l'occasione per esprimere un netto dissenso nei confronti delle recenti scelte governative in materia di immigrazione (in particolare in riferimento ai nuovi hotspot), giudicate dalla rete come una palese violazione del dettato costituzionale.

Rinnovando l'invito a tutti gli astigiani a sottoscrivere la petizione in difesa della scuola, le associazioni concludono con una riflessione dal forte sapore etico: "Le battaglie di civiltà sono strumento irrinunciabile per la crescita delle società e il nostro territorio ha bisogno di un impianto scolastico per gli adulti di qualità e che possa operare per l'affermazione del pieno diritto allo studio di tutti".

Redazione