Sarà una delle serate più attese di Asti Musica quella di domani, 5 luglio, quando il palco cittadino ospiterà Enrico Brignano con "Bello di Mamma!", il suo ultimo spettacolo teatrale. Il comico romano, tra le voci più riconoscibili e amate della scena italiana, torna nella città piemontese dopo il successo di numerose tournée nazionali, portando in scena un lavoro che si distingue per la capacità di intrecciare autobiografia e comicità corale.
Classe 1966, Brignano ha costruito negli anni una carriera solida tra teatro, cinema e televisione, diventando uno dei nomi di riferimento della comicità romana contemporanea. Con "Bello di Mamma!" l'artista si concentra su un terreno più intimo: i ricordi legati alla figura materna, le abitudini di famiglia, i modi di dire che si tramandano senza che ce ne accorgiamo. Un materiale apparentemente semplice che, nelle sue mani, si trasforma in un racconto capace di parlare a platee intere, tra risate e momenti di autentica commozione.
Lo spettacolo, che ha già raccolto consensi in diverse piazze italiane, arriva ad Asti Musica in un momento in cui il festival si conferma punto di riferimento per la cultura e lo spettacolo dal vivo nel territorio astigiano. Abbiamo raggiunto Brignano per farci raccontare cosa aspettarsi da questa serata.
Da dove nasce l'ispirazione per "Bello di Mamma!"? Come sono nati i racconti che porta sul palco?
Certe cose raccontano più di tante dichiarazioni. Mia madre, per esempio, preparava queste insalatone enormi, con dentro di tutto. Formaggio, lattuga, spumante, pan di Spagna. Però magari mancava il riso. E quando le chiedevo: 'Ma nell'insalata di riso il riso non c'è?', lei rispondeva: 'Ma perché, nell'insalata di riso ci vuole il riso'. Sono ricordi così che sul palco diventano racconto, perché hanno dentro casa, voce, carattere e amore.
Cosa desidera trasmettere al pubblico attraverso questi ricordi personali?
Mi interessa raccontare quello che resta nelle persone che abbiamo amato: il loro modo di parlare, i loro consigli, perfino certe abitudini che ci portiamo dietro senza accorgercene. Sul palco ci sono emozioni, ma anche tanta ironia. Credo che il teatro possa far sorridere anche quando affronta temi profondi.
Nei suoi spettacoli osserva spesso i cambiamenti della società contemporanea. Come guarda al presente, tra tecnologia e nuove abitudini?
Oggi tutto corre: le informazioni, le relazioni, perfino le emozioni. Viviamo con il telefono in mano e spesso sono gli algoritmi a suggerirci cosa guardare, comprare o desiderare. Mi diverte osservare questi meccanismi perché raccontano molto di noi. Cambiano gli strumenti, ma le debolezze umane restano le stesse. E la comicità nasce proprio da lì.
Cosa si augura che il pubblico di Asti porti a casa da questa serata?
Ogni replica del mio spettacolo è diversa, perché diverso è il pubblico che ho davanti. È questo che continuo ad amare del teatro: ogni sera si crea un dialogo nuovo. 'Bello di Mamma!' parte dalla mia storia, ma spero che ognuno possa ritrovarci un pezzo della propria, tra ricordi, sorrisi ed emozioni.