Economia e lavoro - 04 luglio 2026, 16:29

Anpi Asti al fianco del Cpia: “Non è un servizio marginale, ma un presidio di libertà e coesione sociale”

La sezione cittadina “Fratelli Olivero” esprime solidarietà al personale del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, che denuncia carenze di organico e strutture inadeguate

La sezione cittadina Anpi “Fratelli Olivero” di Asti esprime “piena solidarietà” al personale del Cpia, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, che da tempo segnala difficoltà legate alla carenza di organici e all’inadeguatezza delle strutture in cui è chiamato a operare.

Una presa di posizione che si inserisce nel dibattito cittadino sul futuro del servizio, già oggetto di attenzione pubblica, iniziative politiche e mobilitazioni civiche.

“Un presidio di libertà, legalità e coesione sociale”

A intervenire è il presidente della sezione cittadina Anpi, Filippo Guttadauro, che richiama il valore sociale e costituzionale del Cpia.

“Il Cpia non è un servizio marginale, ma un presidio di libertà, legalità e coesione sociale”, dichiara Guttadauro. “Garantisce da anni, in città e in provincia, il diritto all’istruzione degli adulti: A chi non ha potuto completare gli studi nei tempi ordinari, a chi arriva da altri paesi e qui costruisce il proprio progetto di vita, a giovani e anziani che hanno diritto a una formazione permanente. È l’articolo 3 della Costituzione che prende forma concreta, ogni giorno, nelle sue aule”.

Per l’Anpi Asti, dunque, la questione non riguarda soltanto l’organizzazione interna di un servizio scolastico, ma il diritto all’istruzione come strumento di inclusione, emancipazione e partecipazione alla vita della comunità.

Una mobilitazione già ampia in città

La sezione cittadina ricorda come la mobilitazione a sostegno del Cpia abbia già coinvolto diversi settori della città. Il tema è arrivato in Consiglio comunale attraverso interpellanze, comunicati di solidarietà e una petizione che ha raccolto centinaia di firme.

“Un segnale chiaro”, prosegue Guttadauro, “che il Cpia è considerato dalla cittadinanza un patrimonio comune da difendere, non una voce di bilancio su cui risparmiare”.

Secondo l’Anpi, il sostegno raccolto attorno al Centro conferma la necessità di affrontare il problema in modo strutturale, riconoscendo il ruolo svolto ogni giorno da docenti, personale e operatori.

L’appello alle autorità competenti

La sezione cittadina dell’Anpi si unisce quindi all’appello già rivolto alle autorità competenti, chiedendo che venga ascoltata la voce di chi lavora quotidianamente nel Cpia e conosce direttamente le criticità del servizio.

L’obiettivo, sottolinea l’associazione, deve essere una soluzione stabile, non un intervento provvisorio o un semplice aggiustamento temporaneo.

“Sarebbe una vittoria per l’intera comunità astigiana”, conclude il presidente Filippo Guttadauro.

Redazione