Politica - 07 luglio 2026, 16:04

Verso le Amministrative - "Non faremo i portatori d'acqua": Cerruti (M5S) scuote il fronte progressista

"In questa fase di confronto ci eravamo imposti correttezza e riservatezza - spiega il capogruppo - ma, visto che tutti esternano, abbiamo dovuto far sentire la nostra voce"

Massimo Cerruti, capogruppo M5S

Nonostante manchino ancora molti mesi alle elezioni Amministrative 2027, ormai non passa giorno senza che il panorama politico locale venga plasmato da candidature, proposte o dichiarazioni che di volta in volta sembrano rimettere in discussione le futuribili alleanze. Oggi, nello specifico, è spettato al Movimento 5 Stelle "suonare la campana" con una nota stampa - che esplicita un'apertura al dialogo con le forze progressiste, civiche e moderate - che sta già facendo molto parlare tanto nel possibile 'campo largo' quanto tra i componenti delle altre forze politiche.

Pertanto abbiamo chiesto al coordinatore provinciale e consigliere comunale Massimo Cerruti - che nel 2017 portò il Movimento al ballottaggio per la carica di sindaco, poi vinto di stretta misura da Maurizio Rasero - di spiegarci meglio perché esprimersi proprio ora e in questi termini, approfondendo con lui i temi caldi del confronto interno alla coalizione, il ruolo dei pentastellati e le prospettive di alleanze.
 

Consigliere, perché una nota ufficiale così netta proprio ora? Sembra quasi un ultimatum ai possibili alleati...

Abbiamo scelto di intervenire perché ormai stavano parlando tutti, avanzando nomi e candidature a mezzo stampa. All'interno del Movimento ci eravamo dati una regola di correttezza e riservatezza per evitare di creare confusione. Io stesso avrei preferito un percorso molto più silenzioso e moderato. Tuttavia, davanti a questo continuo susseguirsi di uscite pubbliche, ci siamo dovuti allineare. È diventato necessario far sentire la nostra voce, altrimenti rischiava di passare il messaggio che il Movimento 5 Stelle non esiste più o è destinato a un ruolo di secondo piano.
 

Dalla vostra nota emerge un'apertura molto ampia, che va dall'area progressista alle forze civiche, fino al centro. Vi state spostando verso l'elettorato moderato per calcolo elettorale?

Assolutamente no, la nostra apertura è rivolta sia all'area progressista che a quella moderata di centro, ma a condizioni chiare. Per noi contano solo i principi: parliamo di trasparenza, competenza nei ruoli chiave, indipendenza e un netto cambio di rotta rispetto al passato. Solo se c'è una condivisione reale su questi punti, lo spazio per collaborare può esistere.
 

Presumo però che tutto questo sia stato ampiamente discusso anche nell'ambito di riunioni di coalizione, per cui perché "esternarlo" a mezzo stampa proprio ora? C'è chi ritiene il confronto per addivenire a una lista comune sia decisamente "vivace" e questa nota, sinceramente, sembra confermarlo. Questa tensione non rischia di logorarvi prima ancora di partire?

La dialettica vivace è un segno di salute e democrazia, ma non tollereremo passi falsi. Il Movimento 5 Stelle vanta tre consiliature all'opposizione, competenza sul territorio e una forte identità nazionale. Non saremo i semplici portatori d'acqua di nessuno. Vogliamo essere in prima linea in questo percorso di cambiamento, e se sarà necessario, siamo prontissimi a mettere sul tavolo la nostra candidatura a sindaco.
 

A proposito di progetti, nell'ambito di un'intervista che ci ha concesso, l'ex presidente della Provincia Roberto Marmo ha proposto un cantiere di idee, parlando di una visione comune per "una nuova Urbino". È un progetto che vi affascina o lo vede come fumo negli occhi?

Conosco Roberto Marmo da tempo e la sua proposta è condivisibile nei termini teorici in cui è stata presentata, tuttavia, sul piano puramente politico, bisogna considerare che fa parte di Azione. A livello nazionale la collocazione di questa forza politica all'interno del campo progressista è ancora tutta da chiarire, ed è un elemento di ambiguità che dovremo valutare con estrema attenzione prima di fare qualsiasi passo in avanti.


Sempre nell'area di centro, Marco Goria ha già ufficializzato la sua candidatura a sindaco. C'è margine per un dialogo concreto con il suo progetto?

La nostra apertura alle forze centriste non è un passpartout per singoli personalismi o candidati specifici, ci rivolgiamo a forze politiche e realtà moderate che condividono la necessità di rimettere al primo posto la questione morale e l'indipendenza da vecchie logiche di potere. Chi cerca solo una poltrona o vuole imporre nomi non troverà spazio nel nostro progetto.


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