Sono dieci i comuni della provincia di Asti inseriti nell’elenco nazionale dei comuni montani previsto dal nuovo regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Una piccola parte dell’Astigiano collinare entra nella classificazione definita dal Dpcm 11 maggio 2026, n. 121, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2026 ed entrerà in vigore il 22 luglio.
Il provvedimento riguarda i criteri per la classificazione dei comuni montani, in attuazione della legge 12 settembre 2025, n. 131, dedicata al riconoscimento e alla promozione delle zone montane. Il decreto stabilisce che l’elenco dei comuni che soddisfano i criteri è contenuto nell’allegato al regolamento.
I dieci comuni astigiani
Nell’elenco figurano, per la provincia di Asti, Albugnano, Cessole, Loazzolo, Moncucco Torinese, Moransengo-Tonengo, Olmo Gentile, Roccaverano, San Giorgio Scarampi, Serole e Vesime.
Si tratta di una fotografia che interessa soprattutto le aree collinari più elevate e marginali della provincia, territori spesso segnati da piccoli numeri demografici, fragilità dei servizi, distanza dai principali assi urbani e necessità di politiche specifiche per contrastare spopolamento e isolamento.
I criteri: Altitudine, pendenza e continuità territoriale
La classificazione non si basa su una definizione generica di “montagna”, ma su parametri tecnici. Il Dpcm considera montani i comuni che soddisfano almeno uno dei criteri previsti dall’articolo 2, tra cui la quota di territorio sopra i 600 metri, la percentuale di superficie con pendenza superiore al 20%, l’altitudine media pari o superiore a 350 o 400 metri, oppure l’altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri.
Sono inoltre previsti criteri aggiuntivi per alcuni comuni confinanti o appartenenti a gruppi territoriali con determinate caratteristiche di altitudine e continuità geografica. L’obiettivo è costruire un elenco fondato su dati territoriali e non soltanto su appartenenze amministrative storiche.
Cosa può cambiare per i territori
L’inserimento nell’elenco non significa automaticamente l’accesso immediato a tutte le misure di sostegno. Il testo normativo prevede infatti anche un successivo passaggio per individuare, all’interno dell’elenco dei comuni montani, quelli destinatari delle misure previste dalla legge, tenendo conto anche di parametri socioeconomici.
La classificazione rappresenta però una base importante per le politiche pubbliche dedicate alle zone montane: dalla programmazione degli interventi alla ripartizione di fondi, fino alle misure contro lo spopolamento e per il mantenimento dei servizi.
Per l’Astigiano, il dato è rilevante perché riconosce una specificità territoriale spesso meno evidente rispetto alle montagne alpine, ma concreta nella vita quotidiana dei piccoli comuni collinari: collegamenti, servizi, presidio del territorio, tenuta delle comunità locali e possibilità di attrarre nuove risorse.
La nuova mappa potrà ora diventare un punto di partenza per valutare quali strumenti saranno effettivamente disponibili per questi comuni e con quali ricadute su servizi, investimenti, politiche territoriali e sostegno alle comunità locali.