Il Partito Popolare del Nord (PPN) alza un muro contro quella che definisce una “deriva tecnocratica”: l’abolizione del denaro contante. Con una nota ufficiale diffusa nella giornata di oggi, il movimento ha espresso la propria “ferma e irremovibile opposizione” all’introduzione dell’euro digitale, il cui lancio è atteso dalle istituzioni europee proprio entro la fine del 2026.
Il comunicato del PPN si scaglia contro un futuro in cui il controllo del denaro passi attraverso un’infrastruttura centralizzata, parlando di una minaccia diretta alla sovranità monetaria e alla libertà individuale dei cittadini. “Non accetteremo mai che il diritto di disporre del proprio denaro venga subordinato a un clic o al controllo centralizzato di un’infrastruttura digitale”, si legge nella nota.
Il precedente dei Paesi Nordici
Il Partito Popolare del Nord non si limita a un rifiuto ideologico, ma porta a sostegno della propria battaglia l’esperienza concreta dei Paesi scandinavi, spesso indicati come modelli di transizione digitale. Nonostante le rassicurazioni della BCE, che ha più volte dichiarato che l’euro digitale affiancherà e non sostituirà le banconote, il movimento cita il caso della Svezia. Il Paese, pioniere del modello cashless, nel 2024 è stato costretto a una clamorosa inversione di rotta, raccomandando ufficialmente il ritorno al contante per ragioni di sicurezza nazionale e per la crescente vulnerabilità agli attacchi informatici.
Allo stesso modo, il PPN ricorda i recenti interventi adottati in Norvegia per salvare i servizi di cassa, sottolineando come l’eliminazione del denaro fisico rappresenti un rischio inaccettabile di esclusione sociale. Un sistema totalmente digitalizzato, argomenta il partito, colpirebbe duramente le fasce più vulnerabili e meno digitalizzate della popolazione, configurandosi non come progresso ma come una forma di coercizione. Un timore, questo, che troverebbe già riscontro nell’opinione pubblica nordica: in Finlandia, il 60% dei cittadini rigetta con forza l’abbandono del contante.
Un presidio di privacy e sicurezza
Nel mirino del movimento ci sono anche i rischi legati alla dipendenza da infrastrutture estere. “La nostra sovranità non può dipendere da circuiti di pagamento gestiti da colossi stranieri, né da sistemi informatici che possono essere spenti o hackerati in ogni momento”, è il monito contenuto nel comunicato. Per il Partito Popolare del Nord il contante non rappresenta un cimelio del passato, bensì un baluardo di privacy e sicurezza che consente al cittadino di restare padrone dei propri risparmi.
Da qui l’esigenza che il denaro fisico non solo mantenga formalmente il corso legale – una promessa che, a detta del movimento, viene spesso disattesa nei fatti – ma che venga tutelato attivamente come strumento essenziale di libertà. La presa di posizione si chiude con l’impegno a farsi interprete politico di una resistenza culturale che, assicura il PPN, non si dissolverà affatto, ponendosi come punto di riferimento per chiunque non intenda rinunciare al controllo diretto sulla propria vita e sui propri risparmi.