Probabilmente proprio perché perfettamente consapevoli della crucialità del momento - che segnerà tangibilmente la fine del “decennio raseriano”, poiché l’attuale primo cittadino, nel frattempo accomodatosi sulla poltrona di presidente della Banca di Asti, non potrà ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo - (quasi) nessuno dei principali protagonisti della politica locale ha ancora apertamente lanciato la propria candidatura a sindaco.

Il Centro ago della bilancia?
Certo, più d’uno degli ipotizzati & ipotizzabili si è detto pronto/a a “mettersi al servizio” della città, qualora la lista o coalizione che dovrebbe rappresentare lo chieda, ma, almeno per il momento, senza esplicitare candidature. Con l’unica eccezione di Marco Goria, figlio dello statista prematuramente scomparso e presidente della Fondazione intitolata a suo padre, che ha rotto gli indugi proponendo una lista civica di centro che può contare anche sull’esperienza politica maturata dal consigliere Roberto Migliasso.

Allo stesso bacino d’utenza, ovvero centristi e moderati, oltre che ai disillusi dalla politica, guarda anche la rinnovata “Azione” guidata a livello provinciale da Mario Bovino, con il prezioso supporto di una ‘vecchia volpe’ della politica quale l’ex sindaco di Canelli, già presidente della Provincia e deputato Roberto Marmo. Insieme a loro, in una coalizione che guarda esplicitamente al territorio anche con riferimenti alle istanze più rilevanti per il nord del Paese, la lista civica “Città Amica” di Mauro Cuniberti e il Partito Popolare del Nord creato dall’ex senatore e ministro Roberto Castelli e coordinato a livello provinciale da Franco Quaglia.

Considerato il comune interesse per uno specifico bacino elettorale, verrebbe naturale pensare possano svilupparsi delle sinergie, ma per il momento l’ipotesi è stata fermamente bocciata dallo stesso Goria, secondo cui "Vediamo la politica in modo troppo diverso, non potrà mai esserci un ricongiungimento". Pertanto la coalizione centrista dovrà trovare un proprio nome cui affidare le sorti elettorali e - guardando ai risultati delle due precedenti tornate, quando entrambe le volte è risultato essere il candidato consigliere più votato - l’ipotesi più plausibile è che sulle schede ci possa finire il nome di Mario Bovino. Anche se non è del tutto escludibile che alla fine la scelta ricada su un “papa straniero”, ovvero una figura super partes sul cui nome per il momento vige il massimo riserbo, in grado di intercettare voti tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra.
Il centrodestra compatto, ma con l'incognita Vannacci
Spostandoci un po’ più verso l’area di centrodestra - ma mantenendo saldo il concetto di lista civica, che tanta fortuna ha portato a quella che ha sostenuto il sindaco Rasero nelle ultime due tornate elettorali - potrebbe concretizzarsi il progetto politico che fa capo al commercialista Andrea Fea, che intenderebbe ‘parlare’ alla porzione di elettorato di centrodestra più moderata e di idee liberali.
Sul fronte opposto, ovvero con lo sguardo rivolto alla destra sovranista e identitaria in cerca di un’alternativa alla Lega salviniana, troviamo l’avvocato Michele Iannotta che rappresenta il principale volto astigiano del “Futuro Nazionale” dell’On. Roberto Vannacci, partito dato in forte crescita su scala nazionale e pertanto vera e propria mina vagante in un centrodestra che, a livello di coalizione, sembra invece intenzionato a compattarsi come già nelle precedenti tornate elettorali.
I potenziali candidati, cresciuti politicamente “all’ombra di Rasero” sono molteplici e i loro nomi sono stati più volte fatti nel corso delle ultime settimane, con particolare riguardo a un nutrito fronte di Forza Italia. Spaziando dal responsabile provinciale e assessore Marco Galvagno alla consigliera regionale e comunale Debora Biglia e includendo l’assessore Loretta Bologna, che in questo secondo mandato ha visto aumentare esponenzialmente le proprie deleghe e responsabilità.

Guardando al di là del partito fondato da Silvio Berlusconi, c’è chi non disdegnerebbe una candidatura ‘tecnica’ come quella di Stefania Morra, ingegnere chiamata a guidare i Lavori Pubblici in entrambi i mandati e anche vicesindaca in quello che sta andando a scadenza, forte del risultato conseguito in un recente sondaggio che lei ha commentato rimarcando come il lavoro svolto conti più di mille commenti social.

Un altro assessore che ha fatto molto parlare di sé per il lavoro svolto è Paride Candelaresi, esponente del gruppo civico “I giovani astigiani” che negli ultimi mesi è diventato nome noto anche a chi non ha una assidua frequentazione politica grazie all’organizzazione di un’edizione di AstiMusica, ancora in svolgimento, che sta portando ad Asti figure di spicco del panorama mondiale e fa registrare continui tutto esaurito.

L’ipotesi della sua candidatura è vista con favore anche dall’On. Andrea Giaccone, segretario provinciale della Lega che al momento non sembra intenzionata a proporre un proprio nome per la poltrona di primo cittadino. Senza dimenticare anche il consigliere Renato Berzano, stimato dottore commercialista e già assessore al Bilancio, il cui passaggio dalla lista Rasero a Fratelli d’Italia a molti era parso una sorta di “ricollocamento politico” proprio in vista delle Amministrative 2027.
Abbiamo però volutamente lasciato per ultima la figura politica che, dopo settimane di confronti e cene riservate, viene indicata come pressoché certo candidato della coalizione di centrodestra, ovvero l’On. Marcello Coppo. Avvocato civilista e già vicesindaco di Asti, la sua ipotesi di candidatura è resa ancor più solida e credibile dalla tenuta elettorale che contraddistingue il suo partito, tanto a livello nazionale quanto locale.

Un apprezzamento sostanzialmente costante da parte dell’elettorato che neppure il flop referendario sembra aver più di tanto intaccato. Va altresì sottolineato come, nonostante gli impegni parlamentari, non abbia mai fatto mancare la sua presenza nell’Astigiano, tanto in occasione di manifestazioni quanto di incontri apicali come quello, recentissimo, svoltosi all’hub di Castello d’Annone. Il diretto interessato sostiene che il nodo candidatura verrà sciolto in autunno, ma è innegabile che il suo nome sia quello in pole per il centrodestra.
Il cantiere del 'campo largo'
Il quadro sembra meno definito - e la ‘navigazione’ nelle ultime settimane più agitata, anche se non burrascosa - nella coalizione di centrosinistra, dove i due nomi citati ormai da mesi quali possibili candidati alla carica di sindaco sono quelli di Michele Miravalle e Vittoria Briccarello. Entrambi consiglieri, l’uno del Partito Democratico e l’altra di “Uniti si può”, sono volti piuttosto noti per il loro rispettivo impegno anche nella società civile e, almeno per il momento, i due possibili candidati più giovani essendo entrambi under 40.

Il problema - come ben sanno gli elettori progressisti, che già nelle tornate precedenti hanno assistito ai tentativi di formare un fronte comune rivelatisi vani (nel 2017, quando il Movimento 5 Stelle si staccò e corse autonomamente) o poco fruttuosi (la candidatura del dottor Paolo Crivelli, battuto con ampio margine al primo turno) - è che, quando si tratta di arrivare al dunque, il ‘campo largo’ tende a mostrare tutte le diverse anime che lo compongono, quasi mai in pieno accordo tra di loro. Naturalmente due indizi non fanno una prova e vari esponenti dell’area ribadiscono che non vi sono problemi.
Però, prima le dichiarazioni pubbliche del consigliere (e già candidato sindaco nel 2017, periodo in cui il Movimento toccò il proprio apice elettorale ma ciò nonostante venne sconfitto, sia pur di misura, al ballottaggio) M5S Massimo Cerruti, e poi una raccolta firme online per chiedere che il candidato venga scelto tramite primarie di coalizione, fanno percepire qualche scricchiolio che, visti i precedenti, i leader delle varie realtà interessate dovranno cercare di controllare e sopire.
Infine, per completare il quadro per come si presenta al momento attuale (e mettendo in conto che, probabilmente, altri nomi si aggiungeranno in futuro), va citata anche la lista civica “Qui” guidata dall’assistente sociale Luca Tomatis e caratterizzata da un approccio fortemente multimediale. Oltre che da proposte-provocazioni politiche come l’ipotetica giunta che vedrebbe insieme esponenti delle due coalizioni principali, oltre lo stesso Tomatis che ha tenuto per sé l’incarico di vicesindaco.














