Attualità - 14 luglio 2026, 18:47

Il Piemonte accelera sul recupero dei beni sottratti alla criminalità organizzata

Siglato a Roma un protocollo d'intesa per superare i blocchi burocratici e sostenere i Comuni assegnatari

Un'alleanza strategica per restituire alla collettività il patrimonio sottratto ai clan. È questo il cuore del protocollo d'intesa siglato oggi al Viminale tra la Regione Piemonte e l'Anbsc, l'Agenzia nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. All'incontro, svoltosi alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Wanda Ferro, hanno apposto la firma il presidente piemontese Alberto Cirio e il direttore dell'Agenzia, Maria Rosaria Laganà, affiancati dal vicepresidente della Regione con delega al Contrasto alle mafie Maurizio Marrone.

La nuova intesa punta a rendere più rapida ed efficace la gestione del patrimonio immobiliare confiscato sul territorio. Al 31 dicembre 2025, in Piemonte si contavano ben 1.466 beni immobili sottratti alle mafie: di questi, 548 sono già stati destinati a nuove funzioni, mentre ben 918 si trovano ancora in gestione all'Anbsc. I numeri confermano l'importanza di creare una struttura di coordinamento stabile che aiuti a superare gli ostacoli burocratici e procedurali che spesso rallentano il passaggio di questi spazi ai Comuni.

L'obiettivo principale è trasformare queste proprietà in opportunità di sviluppo e inclusione sociale. Una volta recuperati, gli spazi potranno infatti ospitare servizi pubblici, progetti di rigenerazione urbana e attività di supporto per le fasce più deboli della popolazione. Attraverso l'assessorato dedicato, la Regione Piemonte sostiene già attivamente le amministrazioni locali nell'assegnazione dei beni con appositi bandi di finanziamento. Grazie a questo nuovo accordo, le competenze regionali si integreranno con quelle dell'Anbsc per creare un modello operativo più snello.

Oltre alla gestione tecnica, il patto prevede un forte impegno sul fronte culturale, con campagne di sensibilizzazione sulla legalità rivolte sia ai cittadini sia agli enti locali piemontesi.

"Il grande significato di questo accordo è che non si tratta di un semplice documento d'intenti, ma di un'azione concreta per facilitare i rapporti e restituire più velocemente i beni alla comunità, dimostrando la presenza dello Stato", hanno commentato congiuntamente il presidente Cirio e l'assessore Marrone. I due rappresentanti della giunta hanno poi voluto inserire questo traguardo in un percorso di legalità più ampio: "In Piemonte affianchiamo questo testo al protocollo d'intesa per la tutela dei testimoni di giustizia, firmato con la Prefettura di Torino e la Procura Generale. È un passo avanti importante a pochi giorni dall'anniversario della strage di via d'Amelio, nel ricordo di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e di chi ha pagato con la vita la lotta contro la criminalità".

Redazione


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