Un momento pubblico per rompere il silenzio sullo sfruttamento del lavoro agricolo e ribadire che la sicurezza e la dignità delle persone non possono essere subordinate alle logiche del profitto.
Martedì 28 luglio, dalle 10 alle 14, davanti alla stazione ferroviaria di Asti, in piazza Marconi, FLAI CGIL Asti e CGIL Asti organizzano l’iniziativa “La terra è di chi la lavora, non di chi la sfrutta”.
L’appuntamento unirà dibattito, testimonianze e momenti musicali, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno del caporalato e sulle diverse forme di irregolarità che possono attraversare il comparto agricolo.
“Non possiamo aspettare la prossima tragedia”
Il messaggio scelto dagli organizzatori è netto: “Non possiamo aspettare la prossima tragedia”. Un richiamo alla necessità di intervenire prima che condizioni di lavoro precarie, mancanza di controlli e sfruttamento producano conseguenze irreparabili.
Durante la mattinata è previsto un dibattito pubblico, con la partecipazione della FLAI CGIL e con testimonianze dirette. Accanto al confronto sindacale troveranno spazio anche diversi momenti musicali, pensati per coinvolgere la cittadinanza e costruire un’occasione aperta di informazione e sensibilizzazione.
“Rompiamo il silenzio, cambiamo le cose”, è l’altro invito che accompagna l’iniziativa.
Un sistema da contrastare insieme
Al centro del presidio ci sarà il tema del caporalato, descritto non come una somma di singoli episodi, ma come un meccanismo strutturato che prospera sulla vulnerabilità dei lavoratori, sull’isolamento e sulla difficoltà di denunciare.
“Il caporalato è un sistema. Fermiamolo insieme”, sottolineano FLAI CGIL Asti e CGIL Asti, chiamando a raccolta cittadini, lavoratori e realtà del territorio.
L’incontro vuole quindi ribadire il diritto a un’occupazione regolare, sicura e adeguatamente retribuita, ricordando che “i diritti non vanno in vacanza” e che la lotta allo sfruttamento richiede continuità, presenza sul territorio e responsabilità collettiva.