Cultura e tempo libero - 15 luglio 2026, 15:50

"Essere se stessi" allarga i confini: trenta racconti per dare voce alle diversità e alle fragilità [FOTOGALLERY]

La quarta edizione del premio letterario si apre a tutto il Piemonte e affianca ai temi dell’identità di genere e dell’omosessualità un approfondimento sulla salute mentale. E ora si guarda ora al Salone del Libro

I premiati con l'assessore Candelaresi, Gian Marco Griffi e gli altri partner

“Questo premio è nato per affrontare argomenti importanti e delicati, ma anche per consentire alle persone di raccontarsi ed essere davvero se stesse”. È l’assessore alla Cultura Paride Candelaresi ad aprire la cerimonia conclusiva della quarta edizione del premio letterario "Essere se stessi", un progetto cresciuto nel tempo e capace, quest’anno, di superare per la prima volta i confini provinciali, coinvolgendo autori provenienti da tutto il Piemonte.

Un passaggio che segna una nuova fase per il concorso, nato per dare spazio, attraverso la scrittura, alle diversità, ai disagi e alle esperienze personali spesso difficili da esprimere nella quotidianità.

“La letteratura può aiutarci a comprendere ciò che non conosciamo e a metterci nei panni degli altri”, ha sottolineato Candelaresi, ricordando il valore culturale, ma anche profondamente sociale, dell’iniziativa.

Identità di genere e salute mentale

Fin dalle sue origini, il premio si è concentrato sui temi dell’identità di genere e dell’omosessualità, affrontati nelle loro molteplici sfumature. La quarta edizione ha però introdotto una novità significativa, affiancando a questo percorso un approfondimento sulla fragilità psichica e, in particolare, sulla depressione.

Una vera e propria “doppia anima”, sostenuta dall’associazione Un libro per Daniela, presieduta da Luciano Cavallo.

“Di salute mentale bisogna parlare, perché ancora oggi la depressione viene troppo spesso nascosta e vissuta come qualcosa di cui vergognarsi”, è stato evidenziato durante l’incontro. L’obiettivo è contribuire a scardinare lo stigma che continua a circondare il disagio psicologico, restituendo dignità e ascolto alle persone che lo attraversano.

Trenta racconti valutati in forma anonima

Sono stati circa quaranta gli elaborati presentati al concorso e sottoposti alla valutazione di una giuria composta da esponenti del mondo culturale e associativo locale, tra i quali lo scrittore Gian Marco Griffi.

Per garantire la massima imparzialità, i racconti sono stati esaminati in forma rigorosamente anonima: al nome di ciascun autore è stato sostituito un numero, svelato soltanto al termine delle valutazioni.

La giuria ha rilevato una qualità media particolarmente elevata, soprattutto nella categoria Young, apprezzata per la freschezza della scrittura, la cura formale e la capacità di raccontare esperienze complesse senza rinunciare a uno sguardo rivolto al futuro.

Dalle opere è emersa soprattutto la necessità di trasformare la diversità, frequentemente vissuta come solitudine o isolamento, in una forma di ricchezza personale e collettiva. Anche nei racconti più dolorosi, è stato osservato, affiora spesso “un inaspettato ottimismo di fondo”.

La sfida: Raccontare un’Asti meno prevedibile

Nel corso della cerimonia non è mancata una riflessione sul modo in cui la città viene rappresentata nella narrativa.

Molti autori hanno scelto come ambientazione i luoghi più riconoscibili di Asti, dal Palio a piazza Alfieri, fino alla Cattedrale. La giuria ha quindi lanciato una sfida per le prossime edizioni: allontanarsi dall’immagine più tradizionale e quasi da cartolina della città, per portare nei racconti anche le periferie, i quartieri meno conosciuti e i borghi di campagna.

“Asti non è soltanto piazza Alfieri, il Palio o la Cattedrale. Ci piacerebbe che trovassero spazio anche le periferie, i luoghi quotidiani e le storie dei paesi”, è stato l’invito rivolto agli autori.

I vincitori della categoria Young

Il primo premio è stato assegnato a Mattia Capone per "Il peso dell’aria", la storia di un ragazzo costretto ad affrontare l’ostracismo della famiglia, ma aiutato da un “angelo” in carne e ossa, capace di offrirgli ascolto e una possibilità di salvezza.

Al secondo posto si è classificata Sofia Andreetta, autrice di un diario intimo dedicato alle difficoltà dell’adolescenza e alla fatica di essere accettati.

Terzo posto per Carlo Andrea Ascolese con "Amun Duma", racconto costruito sull’incontro tra due mondi lontani e sul peso delle parole rimaste sospese e delle verità mai pronunciate.

I vincitori della categoria Adulti

Nella categoria Adulti si è classificata al primo posto Cristina Bignotto, autrice cuneese, con "Il rumore delle pietre".

Il racconto descrive il percorso di una persona alle prese con la depressione e il ruolo che Asti, con i suoi luoghi e con il calore dei suoi abitanti, può assumere nel difficile cammino verso la rinascita.

Secondo posto per Giacomo Luca Lodato con "La voce di casa", una storia che intreccia migrazione, accoglienza e diritto universale ad amare.

Il terzo premio è stato assegnato a Bianco per "Quello che non si vuole dire", ambientato nel mondo della pallacanestro e incentrato sul rapporto tra due atleti. Nel racconto, l’omosessualità viene affrontata senza forzature o stereotipi, come una componente naturale della vita e delle relazioni.

La giuria ha inoltre conferito una menzione speciale a Gianmichele Accomasso per "Non posso più essere due persone", racconto dedicato all’emancipazione di un immigrato marocchino che vive ad Asti, sospeso tra l’accettazione del proprio orientamento sessuale e il peso delle tradizioni familiari.

I primi tre classificati di ciascuna categoria riceveranno i seguenti premi: 1° classificato 500 euro, 2° classificato 200 euro, 3° classificato 100 euro. Tutti gli elaborati saranno inseriti in un volume edito da Team Service. La premiazione è stata anche l’occasione per presentare il terzo volume del concorso, sempre edito da Team Service, e a breve disponibile nelle librerie astigiane e online.

I racconti diventeranno un libro

Il premio è stato realizzato grazie a una rete di collaborazioni che comprende, tra gli altri, Israt, Biblioteca Astense Giorgio Faletti, le Commissioni Pari Opportunità, Soroptimist e l’Associazione Donne Medico.

I racconti selezionati saranno ora raccolti in un volume, destinato a essere distribuito nelle librerie. Un passaggio che consentirà alle storie di uscire dallo spazio del concorso e raggiungere un pubblico più ampio.

Lo sguardo degli organizzatori è già rivolto alle prossime tappe. Tra gli obiettivi vi è la possibilità di presentare il libro al Salone Internazionale del Libro di Torino, mentre nel lungo periodo l’ambizione è trasformare "Essere se stessi" in un premio letterario di rilievo nazionale.