Vacanze Astigiane - 16 luglio 2026, 18:02

Vacanze Astigiane tra bionde, rosse, bianche e scure

Oggi invito ad apprezzare i freschi piaceri di due birrifici artigiani dell'Astigiano, non lontani tra loro, nella festosa occasione del ventennale di uno dei due

La passione per le birre artigianali, così cresciuta negli ultimi decenni, continua a premiare gli artisti della birra. Sorta di alchimisti che con acqua, malto, lieviti e  luppolo riuscono a creare oro, incenso e mirra.

 Artigiani che fondano la loro arte sull‘alta qualità delle materie prime, sulla continua ricerca e, sempre più, sulla filiera corta degli ingredienti, preferibilmente locali o, ancor meglio, prodotti in proprio. 

Nell’Astigiano si sono da tempo consolidate due realtà produttive di valore, due birrifici che, visto il tema turistico di rubrica, porto a valido motivo per farsi un giro in un paio di posti bellissimi del Sud Astigiano; Calamandrana e Nizza Monferrato. 

A Calamandrana vi aspetta il Birrificio Sagrin, regno di Matteo “Billy” Billia e di Giuseppe Luci che, dal 2015, hanno sviluppato egregiamente l’aspirazione di unire la tradizione enologica del territorio e l’approccio eclettico della birra artigianale. 

Obiettivo raggiunto con le loro IGA (Italian Grape Ale), affascinante ibrido tra birra e vino che prevede l'aggiunta di mosto o vinacce d'uva durante il processo di produzione. Birrificio dove la sala degustazione si chiama Taproom, luogo dove rilassarsi davanti alle loro birre freschissime e ad una selezione di prodotti del territorio. 

Due finestre aprono la vista sul laboratorio con l’impianto produttivo e la zona di fermentazione, dove avviene la magia, mentre sulla parete opposta si possono ammirare le meravigliose colline del posto. Prima della degustazione, la chiamo così perché con sette spine e svariate bottiglie, vorrete mica fermarvi ad una, fatevi un bel tour del borgo. 

Nel girarlo comincerei sicuramente dal suo imponente castello, situato nella parte alta, a dominare tutta la Valle Belbo. D'antica origine, oggi si presenta come residenza signorile, finita di ristrutturare ed ampliare nel Seicento, dal conte Francesco Maria Cordara, mantenendo l’alta torre ottagonale medioevale ed il ponte levatoio. Poi qualche chiesa spettacolare: dalla parrocchiale barocca, alla particolare tessitura muraria in pietra e mattoni della chiesa del Sacro Cuore, fino alla pieve romanica di San Giovanni delle Conche.  

Il secondo birrificio, a pochi chilometri, è a Nizza Monferrato: Nuovo Birrificio Nicese, dove il territorio è cuore pulsante di ogni birra. Ogni sorso racconta storia e radici, amore per la terra e passione che mettono nella selezione e coltivazione delle materie prime. 

Primo birrificio dell’Astigiano e attiva parte integrante di quel movimento artigianale che mira a dare valore al tipico nel mondo brassicolo. Nati quando l’Italia non aveva vinto il suo quarto mondiale di calcio, gli Stati uniti non avevano avuto il loro primo presidente di colore e gli smartphone ed i social, come li conosciamo oggi, non esistevano ancora. Un sogno partito da lontano che a fine luglio festeggia i suoi primi vent’anni. 

Due imperdibili giorni di birra, cucina e musica dal vino, venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, arricchiti, venerdì, dal concerto dei Meganoidi, noto gruppo musicale genovese, prima con grosse influenze punk, oggi approdato al post-rock, e sabato, alle 18, da un convegno su cui vale dedicare qualche parola in più. 

Convegno dal titolo programmatico, “Birra Origine Piemonte”. Consecutio dell’obiettivo perseguito, sin dalla sua nascita, nell’agosto 2019, del Consorzio Birra Origine Piemonte: valorizzare la birra prodotta in regione, legandola al territorio e promuovendo l’utilizzo di materie prime locali. Consorzio nato grazie al contributo determinante di diversi attori, tra cui i birrifici che per primi e più intensamente hanno creduto nel futuro della Birra Origine Piemonte: il Birrificio agricolo Kauss di Piasco, nel Cuneese, e, guarda un po’, il Nuovo Birrificio Nicese. 

Comunque, prima di partecipare alla festa, non scordatevi di fare due passi in via Maestra, tra portici e palazzi storici interrotti da quello spettacolo di piazza che ospita il simbolo cittadino, El Campanòn. 

Portici, palazzi e botteghe dalla magnifica e curata estetica d'antan, con il suggerimento di chiudere la passeggiata in latteria, Latteria Nina, istituzione dal gusto unico di cioccolata calda e panna. Toccasana d’umore anche a trenta e passa gradi.

Davide Palazzetti


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