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Cronaca | 22 luglio 2026, 18:01

Mario Roggero rimane in carcere: rigettata l’istanza di differimento della pena

Il Magistrato di Sorveglianza di Torino non ravvisa i presupposti di necessità e urgenza. La decisione nel merito spetterà ora al Tribunale di Sorveglianza

Mario Roggero arriva al carcere di Bollate (foto Adnkronos)

Mario Roggero arriva al carcere di Bollate (foto Adnkronos)

Mario Roggero resta in carcere. Il Magistrato di Sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento facoltativo dell’esecuzione della pena, proposta dalla difesa anche nella forma della detenzione domiciliare, ritenendo che non sussistano i presupposti per un provvedimento urgente. La decisione nel merito spetterà ora al Tribunale di Sorveglianza, che dovrà pronunciarsi in composizione collegiale.

La decisione assunta in queste ore non chiude però definitivamente la vicenda. Il provvedimento è stato infatti adottato dal Magistrato di Sorveglianza, giudice monocratico competente ad assumere i provvedimenti urgenti. La decisione nel merito sull’istanza di differimento della pena spetterà invece al Tribunale di Sorveglianza, organo collegiale composto da più magistrati, che sarà chiamato a valutare in modo definitivo la richiesta avanzata dalla difesa.

L’istanza era stata presentata alle 10 di giovedì 17 luglio dall’avvocato Stefano Marcolini e dall’analista processuale Sergio Novani, quando Roggero non era ancora entrato in carcere e si trovava quindi in stato di libertà. Per questo motivo la difesa aveva depositato la richiesta davanti al Tribunale di Sorveglianza di Torino. 

Secondo la difesa, infatti, la competenza si radica nel momento della presentazione dell’istanza. L’articolo 677, comma 2, del Codice di procedura penale prevede che, quando il condannato è ancora in stato di libertà, sia competente il Tribunale di Sorveglianza del luogo di residenza o di domicilio. Nel caso di Roggero, residente a La Morra, la competenza sarebbe dunque spettata a Torino, senza che le vicende successive potessero modificarla.

Nel frattempo, tuttavia, Roggero aveva fatto ingresso nel carcere di Bollate. Da qui il primo passaggio degli atti: il Magistrato di Sorveglianza di Torino aveva trasmesso il fascicolo a Milano, ritenendo competente l’ufficio lombardo. Quest’ultimo, però, ha sostenuto che la competenza dovesse rimanere in Piemonte, sollevando un conflitto negativo di competenza davanti alla Corte di Cassazione.

Nel decreto di rigetto, il Magistrato di Sorveglianza evidenzia che il differimento dell’esecuzione della pena è un istituto residuale, destinato principalmente a evitare che pene detentive di breve durata vengano vanificate dall’eventuale concessione di un provvedimento di clemenza. Richiamando la giurisprudenza della Corte di Cassazione, osserva inoltre che tale misura è applicabile soltanto quando l’esecuzione della pena non sia ancora iniziata e non quando il condannato sia già detenuto, come nel caso di Roggero. Per questo motivo, e in assenza delle circostanze di necessità e urgenza prospettate dalla difesa, l’istanza è stata respinta. Ogni ulteriore valutazione è stata demandata al Tribunale di Sorveglianza di Torino, che sarà chiamato a decidere nel merito.

CharB.

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