Archiviata la stagione 2025/26 con un brillante settimo posto a quota 42 punti, in coabitazione con il San Domenico Savio, la Pro Villafranca guarda già al futuro. Una stagione positiva per la società astigiana, che continua a consolidarsi nel campionato di Eccellenza nonostante le dimensioni di una realtà tra le più piccole del panorama calcistico piemontese. Tra il saluto a Giuseppe Bosticco dopo sette stagioni, la promozione di Denis Iannarella in panchina e una rosa che cambia volto senza perdere la propria identità, il presidente Josi Venturini traccia un bilancio dell’annata appena conclusa e guarda con fiducia alla prossima.
Stagione 25/26, 42 punti a pari merito con il San Domenico Savio. Che voto dá a questa stagione?
“Il voto alla stagione è sicuramente molto positivo. Non dobbiamo dimenticare che Villafranca è una delle realtà più piccole non solo del Piemonte, ma anche a livello nazionale. Per una comunità di appena 2.800 abitanti riuscire a mantenere questa categoria per tanti anni consecutivi rappresenta un traguardo davvero importante”.
26 dei 42 punti sono stati raccolti tra le mura amiche. Cosa ne pensa del “nuovo” VillaPark e che influenza ha il tifo di casa e il proprio campo nei ragazzi?
“Il Villa Park deve continuare ad essere il nostro fortino. Ogni anno cerchiamo di migliorare qualcosa nella struttura per renderla sempre più accogliente sia per chi viene a vedere le partite sia per chi le gioca. Il sostegno dei nostri tifosi è fondamentale: molti sono ex giocatori, altri fanno parte del settore giovanile. Avere tanta gente sugli spalti significa poter spingere ancora di più i nostri ragazzi”.
Quinto anno consecutivo in Eccellenza per la Pro Villafranca, obiettivo per la stagione 26/27? Si punta ai play-off?
“Calma! Il primo obiettivo resta la salvezza e bisogna raggiungere la quota il prima possibile. Solo dopo si può iniziare a sognare qualcosa di diverso. Attendiamo la definizione del girone, sapendo però che ci saranno squadre molto più attrezzate dal punto di vista economico, come Cuneo, Alba, Fossano e Centallo. Le dichiarazioni altisonanti le lasciamo a chi punta apertamente al vertice”.
L’estate ha segnato anche la fine di un ciclo storico con l’addio di Giuseppe Bosticco dopo sette anni alla guida della prima squadra. Un legame che, però, va ben oltre il campo.
Ci può fare un bilancio di questa avventura del mister, aggiungendo magari un aneddoto o un commento speciale?
“Beppe ci ha fatto alzare notevolmente l’asticella. È una persona di grandi qualità umane e sportive, oltre che un amico personale. Quando mi ha comunicato la volontà di fermarsi gli ho subito proposto un ruolo all’interno della società. Sarà sempre un cuore Villans e verrà ricordato per aver portato la Pro Villafranca a livelli mai raggiunti e, forse, nemmeno immaginati, facendo crescere tanti ragazzi sia come calciatori che come persone”.
A raccogliere la sua eredità sarà Denis Iannarella, figura legata all’ambiente Villans ma alla prima esperienza da primo allenatore. Come sono stati i suoi due anni da vice allenatore della Prima Squadra e quali qualità ha dimostrato per meritarsi questa “promozione”?
“Denis ha un passato importante da calciatore e, dopo un brutto infortunio, ha iniziato il percorso in panchina accumulando esperienza. È sempre stato un uomo di Bosticco, che lo ha indicato come suo degno successore. Per noi è stata una scelta semplice e naturale”.
Sul fronte mercato avete salutato giocatori importanti come Bacco e Kankam, ma siete riusciti a trattenere il bomber Bandirola, miglior marcatore della storia del club in Eccellenza. In molti continuano a sposare la causa grigiorossoblu: sintomo di un ambiente sano e competitivo?
“Quando si parla del valore della maglia, il nostro spogliatoio è uno degli esempi migliori. Siamo una grande famiglia, con regole ben precise, ma sempre pronti a stare vicino ai nostri tesserati anche nei momenti difficili. È chiaro che senza giocatori come Kankam, Idahosa e Bacco cambierà anche il modo di giocare, ma questo fa parte del calcio e rappresenta uno stimolo per tutti”.
Grande attenzione continua ad essere riservata anche al settore giovanile, quanta attenzione viene rivolta ai ragazzi che potrebbero poi comporre la Prima Squadra del futuro?
“Due anni fa abbiamo deciso di ripartire da zero, affidandoci a Marcello Crispoltoni. Con lui abbiamo condiviso un progetto pluriennale, senza chiedere subito vittorie ma un miglioramento complessivo del settore. Dopo un inizio complicato stanno arrivando segnali incoraggianti sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Il sogno è sempre quello di vedere il maggior numero possibile di ragazzi crescere fino alla prima squadra”.
Infine, uno sguardo al prossimo campionato, che si preannuncia particolarmente competitivo. Retrocessioni di lusso come quella del Derthona, ma anche gruppo delle sitigiane che cresce, con l’approdo in Eccellenza dello Spartak San Damiano. Come vede il nuovo campionato e ha già potuto farsi un’idea (a mercato ancora da completare) delle squadre che andrete ad affrontare?
“Aspettiamo la composizione definitiva del girone perché potrebbero esserci ancora ripescaggi. Le favorite restano le squadre cuneesi e, se dovesse rimanere nel girone, anche il Derthona. Attenzione anche al Casale, che sta investendo molto. Noi, insieme al San Domenico Savio, potremo essere le classiche mine vaganti. C’è curiosità anche per lo Spartak, che negli ultimi anni ha sempre costruito organici di grande livello”.
La filosofia della Pro Villafranca, però, non cambia: umiltà, programmazione e identità. Le basi sulle quali il club vuole continuare a costruire il proprio futuro, con l’obiettivo di confermarsi ancora una volta protagonista in Eccellenza.