Mentre le principali fonti meteorologiche annunciano l’arrivo di una nuova e intensa ondata di calore tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, la gestione dell'emergenza climatica torna al centro del dibattito politico cittadino, con l’interpellanza dell’opposizione del Comune di Asti rivolta al sindaco, Maurizio Rasero, e all'Assessore all'Ambiente, Luigi Giacomini, chiedendo conto di un piano d'azione concreto per proteggere la popolazione, con particolare attenzione alle fasce più fragili.
Il documento, infatti, mette in chiaro che la lotta alle conseguenze del surriscaldamento non può più essere rimandata, poiché “l’emergenza climatica deve porsi come priorità assoluta per un'amministrazione pubblica di qualsiasi colore e appartenenza”.
Considerazioni sorte dagli effetti delle ultime vampate africane che anche ad Asti hanno causato forti disagi tra le fasce più deboli della popolazione. Per questo, la minoranza lamenta che, nonostante le ripetute sollecitazioni, manchino ancora “atti concreti da parte di chi governa la città” e chiede se:
- l’amministrazione ha previsto un piano di intervento per fare fronte agli allarmi annunciati;
- sono stati individuati, censiti e indicati - con avvisi, comunicati stampa e mappe - i luoghi e gli spazi deputati a essere rifugi climatici;
- si sono attivate iniziative specifiche a tutela dei più deboli, anche con accordi con altri enti, associazioni e realtà pubbliche e private operanti sul territorio;
- si sono immaginate azioni in difesa del patrimonio agricolo (stremato dalla siccità) e del verde pubblico;
- si è fatta verifica della situazione interna alle case di riposo, in merito a spazi e strumenti con cui difendere gli ospiti dal caldo;
- nel corso di questi primi mesi estivi, si sono raccolti dati sui ricoveri in pronto soccorso e in ospedale a causa del caldo.