Il cambiamento climatico continua a modificare le tempistiche dell'agricoltura nell'Astigiano. La trebbiatura 2026 si è conclusa con circa due settimane di anticipo rispetto alla media storica, tracciando il quadro di un'annata positiva sul piano della produzione ma complessa sul fronte economico. A delineare il bilancio è Atima Asti, l'Associazione Trebbiatori e Imprese Meccanizzate Agricole.
"È stata un'annata di buona qualità, con rese mediamente elevate", spiega Gianluca Ravizza, direttore di Atima Asti e vicepresidente nazionale di Cai Agromec. Le elevate temperature hanno in parte limitato il riempimento della spiga, ma il risultato complessivo rimane soddisfacente. Il vero problema riguarda il mercato: "I prezzi dei cereali sono fermi a quelli di vent'anni fa, mentre i costi continuano a crescere, riducendo i margini per le aziende", aggiunge Ravizza.
L'anticipo della raccolta rispecchia le nuove condizioni climatiche. Se grano e orzo riescono a completare il ciclo prima delle metriche più calde, il mais ha sofferto molto per la mancanza di irrigazione in ampi contesti della provincia. Come evidenzia il presidente di Atima Asti, Tiziano Sardo, la frequenza di tali fenomeni imporrà di ripensare colture e tecniche agronomiche.
A gravare sul settore c'è anche il caro gasolio, con circa 35 litri di carburante necessari per trebbiare un ettaro di grano. L'esclusione dei contoterzisti dagli sgravi statali per il carburante agricolo rappresenta un peso economico che rischia di ripercuotersi sugli stessi agricoltori.
In questo scenario, il ruolo delle imprese agromeccaniche diventa sempre più cruciale. L'affidamento ai contoterzisti consente alle aziende agricole di evitare ingenti investimenti in macchinari e di sfruttare l'agricoltura di precisione, come droni, mappe satellitari e sistemi a rateo variabile, capaci di ridurre gli sprechi e l'impatto ambientale.
Il settore mostra una profonda trasformazione anche sul piano sociale: "Negli anni Cinquanta l'arrivo della trebbiatrice era una festa di paese", ricorda Sardo, "mentre oggi è una fase altamente tecnica da gestire in tempi stretti con macchinari complessi".
Conclusa la campagna dei cereali, lo sguardo è ora rivolto ai vigneti. Nonostante il caldo abbia rallentato la maturazione dopo un avvio di primavera molto precoce, si prospetta una vendemmia anticipata, che richiederà costante monitoraggio e capacità di adattamento da parte dell'intero comparto agricolo.