"Un castello di carta che crolla di fronte al primo termometro sopra i 35 gradi". Con questa dura accusa la Lista Civica Ambiente Asti commenta i risultati dell'interpellanza scritta n. 13/2026, che secondo i rappresentanti della lista dipinge un quadro di impreparazione dell'Amministrazione comunale di fronte alla crisi climatica. "L'Amministrazione ha il coraggio di indicare la Biblioteca Astense come rifugio climatico per anziani e fragili, pur ammettendo nella stessa riga che la struttura non è dotata di climatizzazione". Una mancanza di rispetto per la salute pubblica che si estende anche alle aree verdi: il Comune riconosce infatti che siti come Piazza Alfieri, Parco della Resistenza e Parco Biberach non sono attualmente in grado di garantire un refrigerio ottimale.
Investimenti fantasma e tempi biblici
Mentre il progetto "Connessione Verdi Urbane" promette 983 alberi entro il 2029 grazie a fondi europei, il presente appare desolante. "Per rendere operativi i rifugi serve un 'notevole investimento' in personale e segnaletica che il Comune non ha". L'Amministrazione dichiara di essere ancora alla ricerca di bandi per finanziare la gestione ordinaria dell'emergenza calore. In pratica, denuncia la Lista Civica Ambiente Asti, abbiamo i piani (PAESC), abbiamo le varianti al PRGC, ma non abbiamo le risorse per aprire una porta o accendere un condizionatore durante un'allerta meteo. La lista contesta duramente questa visione "a lunga scadenza" che ignora il pericolo immediato. "Non si può rispondere a chi soffre il caldo oggi che la soluzione dubbia che forse arriverà nel 2029 con il completamento delle piantumazioni, in zone non considerabili isole di calore".
Gli interventi di depaving (de-impermeabilizzazione) appaiono limitati: appena 628 mq in via Generale dalla Chiesa e 850 mq nell'Area Ercole Secondo. "Togliere l'asfalto è vitale per combattere le isole di calore, ma con questi ritmi e queste metrature la città continuerà a surriscaldarsi per anni". E nessuna operazione di depaving sulle isole di calore situate a Est e centro città: l'investimento sarà soprattutto sul Bosco degli Astigiani, in una zona già molto verde del Comune, iniziativa importante, ma che non risolve le isole di calore nelle zone dove sono realmente necessarie.
Il "buco nero" dell'agricoltura e della risorsa idrica
La critica della Lista Civica Ambiente Asti si sposta poi su ciò che nei documenti ufficiali è totalmente assente. "È sconcertante che in un territorio a forte vocazione rurale come il nostro, la strategia di adattamento ignori completamente il comparto agricolo", denunciano i rappresentanti. "Non c'è traccia di misure per il risparmio idrico o per il sostegno alle aziende agricole colpite da eventi estremi. L'Amministrazione si limita a contare gli alberi che pianterà tra tre anni, ignorando che senza una gestione integrata delle acque e del suolo agricolo, la resilienza della città è puramente illusoria". Inoltre, la risposta all'interpellanza non chiarisce come le 13 azioni di adattamento del PAESC si coordinino con il sistema sanitario locale per proteggere i fragili a domicilio, limitandosi a proporre "rifugi" che spesso sono sprovvisti di climatizzazione o personale. "Manca una visione d'insieme: non si può parlare di clima a compartimenti stagni, ignorando l'economia reale e la sicurezza idrogeologica".
Il Comune cita continuamente la parola "adattamento", ma non dedica una riga a come proteggerà Asti dalle "bombe d'acqua" e dalle tempeste violente che ormai colpiscono ogni anno. "Aumentare di poco la permeabilità di qualche parcheggio tra tre anni non ci salverà dagli allagamenti di domani. Siamo totalmente nudi di fronte al meteo che impazzisce. È necessario rendere immediatamente operativi gli accordi con i centri commerciali e le strutture private, oggi citati solo come ipotesi teoriche nelle linee guida".
Le richieste di Ambiente Asti
La Lista Civica Ambiente Asti ha formulato una serie di richieste puntuali all'Amministrazione. Sul fronte dell'operatività immediata dei rifugi climatici, chiede lo stanziamento di fondi comunali immediati per dotare la Biblioteca Astense di un impianto di climatizzazione, essendo stata individuata come rifugio ma risultando attualmente inadeguata. Viene sollecitata inoltre la firma immediata di accordi e convenzioni con i centri commerciali (come Il Borgo o Esselunga) e i centri sociali e sportivi per garantirne l'uso come rifugi climatici ufficiali e sicuri durante le allerte di livello 2 e 3, così come la climatizzazione di centri culturali, circoli e scuole. La lista chiede inoltre che il Comune non attenda l'esito di bandi futuri per finanziare il personale e la gestione, ma utilizzi risorse proprie per garantire l'apertura e l'assistenza nei rifugi durante le ondate di calore.
Per quanto riguarda l'accelerazione degli interventi di forestazione e depaving, viene chiesta la revisione della scadenza del 2029 per il progetto "Connessione Verdi Urbane", accelerando i lavori di piantumazione dei 983 alberi e 1.077 arbusti previsti per rispondere subito all'emergenza calore. Si chiede inoltre di incrementare le superfici da de-impermeabilizzare previste soprattutto nel centro e nella zona est della città dove le isole di calore sono più evidenti, andando oltre i circa 1.500 mq previsti tra Via Generale dalla Chiesa e Area Ercole Secondo, per ridurre drasticamente l'effetto isola di calore.
In materia di norme urbanistiche prescrittive, la lista chiede che le "linee guida" per il contenimento del consumo di suolo e la de-impermeabilizzazione diventino immediatamente Norme Tecniche di Attuazione (NTA) vincolanti nel nuovo PRGC, senza attendere i tempi lunghi della variante generale, e l'obbligo di inserire criteri minimi di ombreggiamento naturale per ogni nuovo intervento edilizio o riqualificazione di spazi pubblici.
Sul fronte della gestione degli eventi estremi e risorse idriche, viene chiesta l'integrazione del PAESC con un piano operativo specifico per la gestione delle "bombe d'acqua" e degli eventi meteo estremi, oltre alla semplice infiltrazione nel sottosuolo, e l'apertura di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria per integrare nella strategia climatica misure a sostegno dell'agricoltura locale colpita da siccità e grandinate.
Infine, per quanto riguarda monitoraggio e trasparenza, la lista chiede l'attivazione immediata di un sistema digitale di mappatura dei rifugi accessibile ai cittadini tramite smartphone e attraverso comunicazioni ai cittadini che hanno ancora un gap informatico, come previsto dai criteri tecnici ma non ancora finanziato, e che l'Amministrazione presenti una relazione annuale pubblica sullo stato di avanzamento delle 13 azioni di adattamento del PAESC.