Il recente via libera della Giunta regionale allo stato di emergenza per la gravissima crisi idrica rischia di trasformarsi in un semplice annuncio se non accompagnato da coperture finanziarie immediate. È questo il monito sollevato dai consiglieri regionali del Partito Democratico Mauro Calderoni, Fabio Isnardi (consigliere astigiano) e Domenico Ravetti, che intervengono con decisione sulla misura attivata dall'esecutivo guidato da Alberto Cirio.
La situazione dipinta durante il recente Tavolo siccità descrive un quadro critico per l'intero territorio piemontese. Attualmente si contano oltre 70 tra Comuni e frazioni riforniti direttamente tramite autobotti, a cui si aggiungono 106 amministrazioni che hanno già dovuto emettere ordinanze per limitare i consumi d'acqua potabile. A peggiorare lo scenario è il dato sulle precipitazioni, che negli ultimi tre mesi hanno fatto registrare un deficit del 55%.
"Di fronte a numeri così drammatici non basta dichiarare l’emergenza: servono risorse vere, immediatamente", evidenziano i tre consiglieri, ricordando come i lavori in corso sull'Assestamento di bilancio rappresentino la finestra temporale perfetta per stanziare fondi subito impiegabili da Comuni, aziende agricole e Consorzi irrigui.
Particolarmente esposto appare il comparto agricolo, che si trova in una fase cruciale della stagione: le colture di mais e soia sono al termine del ciclo produttivo, mentre le risaie affrontano la fioritura, momento in cui la necessità d'acqua raggiunge il picco massimo. Oltre allo stanziamento di risorse operative, i tre consiglieri dem sollecitano una convocazione urgente di tutte le ATO piemontesi. L'obiettivo è monitorare lo stato di avanzamento dei progetti finanziati con le risorse del PNRR, individuare eventuali ritardi e strutturare un piano a lungo termine basato su interventi di riduzione delle perdite della rete, realizzazione di invasi e gestione integrata della risorsa idrica.