Agricoltura - 01 agosto 2026, 15:09

Emergenza agricola, Cia Alessandria-Asti: “Servono scelte strutturali, non più rinvii”

Stato di calamità per la siccità, proroga dei crediti d’imposta su carburante e concimi, tutela dalle importazioni e riforma della legge sulla fauna selvatica. Le richieste presentate ai Tavoli istituzionali

Non più misure emergenziali, ma interventi strutturali per un settore che affronta ormai in modo ricorrente eventi climatici estremi, mercati instabili e un quadro normativo da aggiornare. È la posizione di Cia Alessandria-Asti, che ha reso note le proposte urgenti già sottoposte ai Tavoli di lavoro istituzionali per fronteggiare la crisi del settore primario.

Il primo fronte è quello della siccità prolungata e del caldo estremo che stanno invalidando le colture e mettendo a rischio gli allevamenti. Cia ha partecipato alla riunione del Tavolo siccità in Regione Piemonte sollecitando l’attivazione dello stato di emergenza. Le colture più colpite sono mais e soia, ormai in chiusura del ciclo produttivo, e il riso, che si trova nel pieno della fioritura e necessita la sommersione. Sul fronte zootecnico, gli animali stremati dal caldo hanno ridotto la produzione di latte e la massa di accrescimento nel settore carne.

Credito d’imposta su carburante e concimi

Sul capitolo agevolazioni, il Dl Carburanti è attualmente in fase di conversione alla Camera. Cia chiede che venga inserita la proroga del credito d’imposta per il gasolio agricolo nei mesi da marzo a luglio compresi, con estensione dell’utilizzo in compensazione fino al 2027, così da superare il problema dell’incapienza. Analoga richiesta viene avanzata per l’acquisto dei fertilizzanti, indispensabili per le lavorazioni aggiuntive che i terreni in siccità richiedono. “Serve liquidità aziendale e continuità produttiva”, sottolinea l’associazione.

Un Tavolo permanente per il vino e riforma della fauna selvatica

Da oltre un anno Cia Alessandria-Asti tiene sotto osservazione anche la crisi del settore vitivinicolo delle due province. La richiesta è l’istituzione di un Tavolo permanente che affronti una crisi di lungo termine con misure strutturali, tenendo conto di un mercato globale ormai radicalmente cambiato.

Sul fronte normativo, Cia è intervenuta in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati – attraverso il presidente Cia Piemonte e Valle d’Aosta Gabriele Carenini – sulla proposta di riforma della legge 157/92 sulla fauna selvatica, giudicata ormai obsoleta. Per l’associazione la fauna selvatica è diventata un’emergenza nazionale che richiede interventi rapidi contro la proliferazione dei cinghiali, un sistema di indennizzi chiaro e uniforme e risorse adeguate per la prevenzione.

No al Mercosur e tutela dei prodotti italiani

Sul versante delle importazioni, Cia ribadisce il proprio “no” indiscutibile all’accordo Mercosur, che andrebbe a gravare ulteriormente su un settore già sotto attacco, e chiede maggiore attenzione alla tutela dei prodotti italiani rispetto alla concorrenza straniera, in particolare per i cereali.

Gli eventi climatici estremi e ricorrenti, che stanno rovinando i raccolti, sono ormai da intendersi come un fenomeno ordinario, e vanno trattati con misure che non siano emergenziali ma strutturali”, dichiara la presidente Cia Alessandria-Asti Daniela Ferrando. “Servono gli invasi per trattenere l’acqua quando serve in situazioni di siccità, e abbiamo bisogno della possibilità di intervento per una migliore manutenzione del territorio, anche per gli argini e i letti del fiume, che causano le esondazioni autunnali. Noi agricoltori preserviamo il paesaggio, riconosciuto da noi Patrimonio Unesco, e contribuiamo alla sicurezza pubblica, ma questo compito deve essere facilitato da politiche e scelte lungimiranti e intelligenti, a sostegno dell’imprenditoria agricola”.

Conclude il direttore Paolo Viarenghi: “L’agricoltura vive immersa in un mare di variabili che nessun imprenditore può controllare. È il settore che produce il cibo di cui tutti vivono, eppure non riceve le attenzioni primarie che meriterebbe. Gli agricoltori operano in prima linea, esposti a rischi continui: hanno bisogno di tutela vera, stabile, concreta”.