Al Direttore - 01 agosto 2026, 12:21

Il sequel dell'ascensore dimenticato

La vicenda era approdata anche sui banchi del consiglio comunale

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Marco Castaldo in merito al disservizio dell'ascensore in sala Pastrone.

 "Cinema Cinema", organizzato dal Comune di Asti, è un'ottima iniziativa per chi ama il grande schermo. D'estate offre anche un piacevole momento di socialità: famiglie, appassionati e cittadini possono ritrovarsi insieme, magari davanti a un buon film e a qualcosa da bere. Da qualche anno, inoltre, alcune proiezioni si svolgono il pomeriggio nella Sala Pastrone del Teatro Alfieri: una scelta intelligente per chi preferisce un ambiente climatizzato o, semplicemente, non può uscire la sera. 

Peccato che anche questa volta nessuno abbia ritenuto opportuno ricordare che la Sala Pastrone, oggi, non è accessibile alle persone con disabilità motoria e con difficoltà di deambulazione. Non per un caso o per una fatalità, ma perché il problema dell’ascensore – già segnalato e recentemente portato all’attenzione dell’Amministrazione – continua a non avere una soluzione, lasciando di fatto esclusa proprio quella parte di cittadini che potrebbe trarre il maggior beneficio dalla programmazione pomeridiana. 

A questo punto non si può più parlare di una semplice dimenticanza. Dopo il recente caso dell’ascensore, riproporre un’iniziativa nella stessa sede senza nemmeno una parola sul problema significa considerare normale ciò che normale non è. Tra un post autoreferenziale dell’assessore alla Cultura e uno dell’assessora alle Politiche Sociali che celebra inclusione, libertà e partecipazione, viene spontanea una domanda: prima si scrivono i comunicati e poi si guarda la realtà, oppure la realtà è diventata un dettaglio trascurabile? 

Perché finché una persona con disabilità non può nemmeno entrare nella sala, parlare di inclusione rischia di assomigliare più a un genere cinematografico che a una politica pubblica.

 Marco Castaldo