Asti vive la sua giornata più rovente del 2026. Alle 17.15 i termometri hanno toccato i 38,9°C in zona Ospedale e i 38,6°C nel centro cittadino, valori che fanno di oggi la giornata più calda dell'anno nel capoluogo astigiano.
Il caldo africano continua a dominare il Nord Italia, con temperature diffusamente ben oltre le medie stagionali e un forte disagio dovuto anche all'afa. Le superfici urbane arroventate e la quasi totale assenza di ventilazione hanno contribuito a far impennare la colonnina di mercurio nelle ore centrali del pomeriggio.
Pur trattandosi di valori eccezionali, il riferimento storico resta l'estate del 2003, quando il Piemonte fu investito da una delle più intense ondate di calore mai registrate. Agosto 2003 rimane infatti il mese di agosto più caldo della serie climatica regionale e, ancora oggi, rappresenta il termine di paragone per gli eventi estremi estivi. Negli anni successivi si sono verificate altre ondate molto intense – come nel 2022 e nel 2023 – ma il 2003 continua a essere ricordato come l'estate simbolo del grande caldo.
Vicini alla temperature più alte mai registrate
Con i 38,9°C registrati nel pomeriggio, Asti si avvicina ai valori più estremi della sua storia meteorologica recente, pur restando ancora distante dal record assoluto cittadino. Il primato appartiene infatti all'11 agosto 2003, quando durante la storica ondata di calore che investì l'Europa la temperatura raggiunse 40,1°C in città. Il record provinciale più recente spetta invece a Nizza Monferrato, dove il 23 agosto 2023 la stazione Arpa rilevò 40,9°C, una delle temperature più elevate mai misurate nell'Astigiano. Due dati che fotografano come le grandi ondate di calore stiano diventando sempre più frequenti e intense, avvicinandosi ai livelli che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali.
Quando Asti sembra Siviglia
Fino a pochi decenni fa, temperature prossime ai 39 gradi evocavano le estati di città come Siviglia, Cordova o Marrakech, luoghi da sempre associati al caldo torrido e al clima semi-arido. Nell'immaginario collettivo erano destinazioni dove il termometro sfiorava i 40 gradi, ben lontane dalla pianura piemontese. Oggi quello scenario non è più così distante.
Asti continua ad avere un clima molto diverso da quello dell'Andalusia o del Nord Africa, ma le ondate di calore che la interessano stanno assumendo caratteristiche sempre più simili: picchi di temperatura elevatissimi, giornate consecutive oltre i 35 gradi e notti tropicali che non consentono un adeguato raffrescamento. È uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico nel Mediterraneo: non tanto il singolo record, quanto la crescente frequenza con cui valori un tempo eccezionali si ripresentano, trasformando quello che era un evento raro in una situazione sempre più ricorrente.
Canicola (almeno) fino a Ferragosto
E, almeno per il momento, non si intravede una vera via d'uscita dal caldo. Le previsioni indicano infatti il persistere dell'anticiclone africano almeno fino a Ferragosto, con giornate in prevalenza soleggiate, temperature massime ancora comprese tra 37 e 39 gradi e notti tropicali, con minime oltre i 22-24°C. Solo oltre la metà del mese i principali modelli iniziano a ipotizzare un possibile indebolimento dell'alta pressione, ma al momento non si intravedono irruzioni fresche in grado di riportare le temperature su valori più vicini alle medie stagionali.